Por-Fesr 21-27: Zilli, in Fvg il programma vale 290 mln

Udine, 3 gen - Procede il percorso di definizione del futuro Programma Operativo Regionale (Por) Fesr 2021-2027 e cominciano a delinearsi non solo gli obiettivi specifici ma anche l'ammontare complessivo della dotazione finanziaria che dovrebbe attestarsi attorno ai 290 milioni di euro.

Lo ha confermato l'assessore alle Finanze del Friuli Venezia Giulia, Barbara Zilli, che detiene le competenze specifiche intersettoriali su Por-Fesr 2014-2020, Interreg Italia-Slovenia e Conferenza delle Regioni.

"Dalle prime informazioni ricevute dal Ministro per il Sud e la coesione territoriale - ha riferito Zilli - ai fini della quantificazione di massima delle risorse Fesr che saranno messe a disposizione del futuro programma regionale, si è previsto un incremento del 26 per cento delle risorse rispetto al periodo di programmazione 2014-2020, ipotizzando pertanto un importo di riferimento complessivo di 290 milioni di euro, rispetto ai 230 milioni della programmazione precedente".

Il processo di partenariato e percorso partecipativo ha improntato il Programma regionale su due indirizzi principali: da un lato l'innovazione e la competitività del sistema produttivo, dall'altro la valorizzazione delle risorse territoriali in funzione dell'avvio di nuovi processi di sviluppo locale.

Nel primo obiettivo rientrano azioni di ricerca, innovazione e sviluppo di nuove tecnologie per accrescere la capacità propria del tessuto economico di creare valore e di competere sui mercati globali, anche in un'ottica di internazionalizzazione delle imprese.

Del secondo obiettivo fanno parte soprattutto le azioni che incidono sull'attrattività e sui fenomeni di spopolamento, impoverimento e marginalizzazione dei territori, con particolare riguardo alla montagna e alle zone collinari.

"Il Por-Fesr diventa ancor più oggi una leva strategica di rilancio dell'economica e dovremo essere in grado di giunger ad una sua adozione ufficiale entro il 2021 per attivare subito risorse importanti ed evitare di incorrere nel meccanismo europeo che congela i fondi comunitari non utilizzati entro due anni dall'avvio del programma" ha dichiarato Zilli. Lo scenario di riferimento da cui prende le mosse la bozza del Por-Fesr 21-27 tiene conto di alcuni effetti della pandemia sull'economia regionale. Basti pensare che nel solo periodo marzo-maggio 2020 la chiusura delle attività ha interessato in termini di valore aggiunto il 30 per cento dell'economia regionale; nel bimestre marzo-aprile 2020, oltre la metà delle imprese del Nord Est ha registrato perdite di fatturato superiori al 50 per cento. Negli stessi mesi, sul fronte del turismo, le misure nazionali per il contenimento degli effetti negativi della pandemia hanno determinato sia la chiusura anticipata della stagione invernale, sia l'azzeramento dell'interno flusso turistico.

Quanto all'export, sempre nello stesso periodo, quello regionale si è ridotto di oltre il 5 per cento, mentre nel secondo trimestre 2020, il sistema regionale ha registrato una perdita di 7mila unità lavorative rispetto al trimestre precedente e di quasi 12mila unità rispetto al secondo trimestre 2019 (Fonte: dati Istat). ARC/SSA/ep



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