Domenica, 25 Luglio 2021
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PORTI/DOGANE: SERRACCHIANI, VELOCIZZARE ATTI SU NUOVI PUNTI FRANCHI TS

Trieste, 21 giugno - La sollecita emanazione del decreto attuativo definitivo che semplifica i procedimenti amministrativi per la localizzazione e la gestione dei punti franchi di Trieste è stata auspicata dalla presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani in apertura del convegno sul nuovo Codice Doganale dell'Unione Europea che si è tenuto oggi alla Stazione Marittima del capoluogo regionale.

Serracchiani ha evidenziato "la costante collaborazione tra l'Agenzia delle Dogane e l'Autorità Portuale di Trieste" sulla scorta del Protocollo d'intesa firmato a luglio del 2015 sotto l'egida della Regione. L'interlocuzione, come ha evidenziato la presidente del Friuli Venezia Giulia, "ha prodotto effetti molto importanti", misurabili nell'impegno sull'innovazione tecnologica e la sburocratizzazione delle procedure doganali. L'obiettivo generale, ha rilevato Serracchiani, è di "efficientare i processi senza rinunciare ai controlli, ma facendo sì che i controlli stessi aiutino l'attività portuale".

Per dare ulteriore slancio alla collaborazione già esistente, Autorità Portuale e Agenzia delle Dogane hanno accolto l'ipotesi di un Tavolo dedicato alle novità comportate dall'entrata in vigore, lo scorso 1° maggio, del nuovo Codice Doganale europeo che va applicato in uno scalo peculiare come quello di Trieste per via del regime di Porto Franco. L'opportunità, caldeggiata dalla presidente della Regione e dal commissario straordinario dell'Autorità Portuale Zeno D'Agostino, è stata accolta con favore dal direttore dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli Giuseppe Peleggi, intervenuto per le conclusioni del convegno.

Tra gli altri aspetti rilevanti, Serracchiani ha ricordato il recente Accordo di Programma stipulato tra il Friuli Venezia Giulia e il Land della Baviera che "prevede la creazione di un corridoio doganale privilegiato da Trieste a Monaco, sul quale sarà fondamentale la collaborazione dell'Agenzia delle Dogane", nell'ottica di una valorizzazione dell'intermodalità.

Il simposio ha tratteggiato luci e ombre del nuovo Codice Doganale dell'Unione (CDU). Se da un lato, come ha spiegato il direttore interregionale delle Dogane per il Veneto e Friuli Venezia Giulia Maurizio Montemagno, "nel nuovo Codice facilitazione dei traffici ed esigenza di controllo delle merci sono messi sullo stesso piano", d'altra parte, secondo Teresa Alvaro, direttore centrale Tecnologie per l'Innovazione dell'Agenzia delle Dogane, il CDU stesso "nasce zoppo perché non potrà funzionare fino a che non saranno pronti i nuovi codici informatici a supporto".

Infatti, è previsto un regime transitorio fino al 1° maggio 2019, anche se nel frattempo l'Agenzia delle Dogane italiana - è stato rilevato - si è portata a livelli di avanguardia in Europa sotto il profilo dell'Agenda Digitale. Da Cinzia Bricca, direttore centrale Procedure e Legislazione dell'Agenzia delle Dogane è giunta la raccomandazione alle imprese portuali di favorire la diffusione degli Operatori Economici Autorizzati (AEO) che - ha ammonito Montemagno - "a Trieste sono presenti in una percentuale molto bassa" e che permettono di velocizzare le operazioni doganali.

Il Codice Doganale dell'Unione prevede che tale status  sia attestato da ora con due tipi di autorizzazione cumulabili, per le attività squisitamente doganali e per quelle legate alla sicurezza delle merci.

Al convegno sono intervenuti anche Sergio Razeto, presidente di Confindustria Venezia Giulia, e il presidente degli Spedizionieri del Porto di Trieste (ASPT ASTRA) Stefano Visintin, convinti della necessità di una "dogana 4.0" in grado di agevolare l'impresa portuale evitandole complicazioni autorizzative. Entrambi hanno sposato in toto la prospettiva indicata da D'Agostino di uno scalo triestino la cui fortuna è costruita sul Porto Franco e i punti franchi sfruttati in chiave logistico-industriale.

ARC/PPH/RM



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