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Domenica, 16 Giugno 2024
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Porzus: Gibelli, doveroso spiegare e diffondere storia di "Atteone"

L'assessore allo scoprimento della lapide a Faedis e alla presentazione del libro sul partigiano della Osoppo Faedis, 11 feb - "È doveroso essere presenti nei momenti in cui si ricorda una tragedia e anche l'eredità che ci hanno lasciato i partigiani della Brigata Osoppo: è un'eredità che non è stata trasmessa appieno nell'immediato dopoguerra e nemmeno adesso c'è un soggetto che rappresenti e diffonda quei valori nella pienezza. Alcuni soggetti, tra cui il partito del quale sono sempre stata orgogliosa di aver fatto parte, hanno trasmesso un pezzo di quell'eredità ma ne esiste invece una globale da tramandare e che si basa sul concetto in base al quale viveva e operava Atteone, il giovane medico e martire che commemoriamo oggi: curava tutti, senza fare distinzioni". Lo ha sottolineato oggi l'assessore regionale alla Cultura Tiziana Gibelli in occasione dello scoprimento della lapide commemorativa alla memoria di Franco Celledoni "Atteone", una delle vittime dell'eccidio di Porzus, organizzata dall'Associazione Partigiani Osoppo Friuli. Ragazzo alla soglia della laurea in medicina, che riceverà honoris causa solo dopo la sua morte, nei momenti difficilissimi della seconda Guerra mondiale, quando il territorio doveva essere liberato dai nazifascisti, Celledoni scelse da che parte stare pur prestandosi ad assistere e curare chiunque ne avesse bisogno, a prescindere dall'appartenenza politica. "Il valore che ci tramanda questa tragica storica - ha aggiunto l'assessore - è il rispetto di una libertà così alta e profonda da lasciare possibilità di scelta sempre e comunque. Dobbiamo riuscire ad impegnarci a ottenere una convivenza civile: questa è l'eredità che ci ha lasciato chi ha combattuto per liberare il proprio Paese dal nazifascismo e contemporaneamente scongiurare un'altra dittatura". L'assessore, oltre a sostenere la proposta dell'Apo per rendere giusta memoria alla figura di Franco Celledoni, sia a livello nazionale, con il conferimento dell'onorificenza al valor militare a tutti i caduti delle malghe di Porzus, sia a livello locale con l'intitolazione di una via o piazza, ha sottolineato che è "compito delle generazioni più mature spiegare e insegnare ai giovani, lasciare un messaggio a loro affinché riescano dove noi abbiamo fallito". Introdotta dal presidente dell'Apo Roberto Volpetti la presentazione del libro a cura di Roberto Tirelli è stata l'occasione in cui il cugino del martire, Armando Celledoni, ha raccontato i fatti accaduti a Franco e alla sua famiglia. Franco Celledoni scelse il nome di Atteone, personaggio della mitologia classica e, pur proveniente da una famiglia modesta, grazie agli ottimi voti era riuscito a completare gli studi classici per poi approdare all'università di Padova per dedicarsi allo studio della medicina. Nel libro si legge come apprezzasse la parabola del Buon Samaritano che invita ad aiutare chiunque soffra. La sua dedizione anche verso i suoi nemici non fu sufficiente a salvarlo e, caduto in un'imboscata, fu trucidato al pari dei suoi compagni della Osoppo. Lo scoprimento della lapide nella casa della madre, casa Lazzaro oggi agriturismo Valnascosta, e la successiva presentazione del libro, che sarà distribuito a tutte le scuole che ne faranno richiesta, hanno preceduto la cerimonia per la commemorazione del 78° anniversario dell'eccidio delle Malghe di Porzus che avrà luogo domani a Faedis e Canebola. ARC/EP/gg

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