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PROVINCE: PANONTIN, IN FVG BILANCI E PERSONALE SONO IN SICUREZZA

Trieste, 12 dicembre - "Le fasi attuative della Riforma per quanto concerne le Province non hanno provocato esuberi di personale o situazioni di criticità per i bilanci di questi Enti". Lo ha sottolineato oggi a Udine l'assessore regionale alle Autonomie locali e al Coordinamento delle Riforme del Friuli Venezia Giulia Paolo Panontin, a margine della riunione del Consiglio delle Autonomie Locali (CAL).

"Per quanto riguarda il personale - ha spiegato - ad oggi si sono trasferite senza particolari problemi alle dipendenze della Regione circa 800 persone, tutte collegate alle funzioni che sono passate all'Amministrazione regionale". Altri trasferimenti di personale sono previsti entro fine anno e "in questi giorni stiamo definendo i criteri di trasferimento e lo faremo nella massima condivisione possibile con le organizzazioni sindacali e con i lavoratori stessi".

Panontin ha parlato anche dei bilanci, alla luce dell'allarme lanciato nei giorni scorsi a livello nazionale dal presidente dell'UPI Achille Variati, il quale ha lamentato che a causa dei tagli cui sono state sottoposte a partire dalla manovra economica del 2015, le Province sono nell'impossibilità di predisporre i Bilanci per il 2017, con ripercussioni sui servizi ai cittadini, la cui erogazione non potrebbe più essere garantita.

"Per quanto concerne i Bilanci, ricordo - ha confermato Panontin - che quest'anno abbiamo concordato in seno al CAL gli importi dei trasferimenti ordinari alle Province e nulla è mancato per poter esplicare le loro funzioni. Lo stanziamento iniziale per l'anno che si sta concludendo era di 50 milioni di euro, che sono stati progressivamente assestati e ridotti sulla base del progressivo trasferimento delle funzioni alla Regione. A queste risorse si sommano le entrate proprie delle Province, che complessivamente ammontano a circa 35 milioni di euro. Risorse che non solo hanno consentito di garantire lo standard dei servizi, ma anche di erogare contribuzioni ad amministrazioni e associazioni del territorio di riferimento".

"Mai le Province del Friuli Venezia Giulia - ha detto l'assessore - hanno potuto lamentare criticità di bilancio derivanti dal calo dei trasferimenti, a differenza di quanto invece è avvenuto nel resto d'Italia, dove in effetti diverse sono in situazione di pre-dissesto o addirittura sull'orlo del fallimento. Le cronache ci hanno consegnato un quadro drammatico della situazione extra regionale".

Commentando infine le ipotesi di scenario successive alla bocciatura della Riforma costituzionale che prevedeva la soppressione di tutti i riferimenti alle Province, Panontin ha evidenziato che "si tratta di due differenti percorsi di Riforma di rango costituzionale, del tutto indipendenti fra di loro". Di fatto, ricordando come la Costituzione non preveda che le Province siano presenti su tutto il territorio nazionale, l'assessore ha ribadito che "la soppressione delle Province del Friuli Venezia Giulia non è subordinata alla loro soppressione su tutto il territorio nazionale. Tant'è che la legge costituzionale numero 1 del 2016 è stata promulgata il 28 luglio 2016, a prescindere dall'esito del referendum confermativo".

"Del resto - ha indicato Panontin - anche un costituzionalista come Sergio Bartole ha indicato con chiarezza e autorevolezza che lo Statuto del Friuli Venezia Giulia ha uno spazio riservato che gli è stato attribuito dalla stessa Costituzione, per cui a suo parere non c'è stata alcuna violazione nell'esercizio di una competenza riconosciuta dalla Carta e di conseguenza il Capo dello Stato non si è rifiutato di promulgare la Riforma statutaria, considerando pertanto compatibile l'esistenza di un ordinamento con le Province e di un altro ordinamento senza le Province".

"Non è vero - ha aggiunto l'assessore Panontin - che la Riforma costituzionale bocciata nel referendum confermativo fosse identica alla Riforma dello Statuto regionale entrata in vigore: quest'ultima non si limita ad eliminare dallo Statuto i riferimenti alle Province e ad esplicitare (articolo 59 dello Statuto novellato) che "l'ordinamento degli Enti locali della Regione si basa sui Comuni", ma soprattutto (articolo 12 della legge costituzionale 1/2016) prevede esplicitamente la soppressione delle Province con legge regionale, limitandosi a far salve fino alla loro naturale scadenza le Province dotate di organi elettivi già in carica.

ARC/PPD



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