Martedì, 22 Giugno 2021
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RAPPORTO STATISTICO 2016: ENOGASTRONOMIA MAGGIORE ATTRATTIVA TURISTICA

Trieste, 25 giugno - È l'enogastronomia la maggiore attrattiva per i turisti che decidono di visitare il Friuli Venezia Giulia. Il dato pubblicato sul Rapporto statistico 2016 della Regione parla di una percentuale vicina al 30 per cento di visitatori stranieri che ha dichiarato di avere scelto il Friuli Venezia Giulia proprio per la sua proposta di vini e cibi.

Ed è una scelta che, stando alla soddisfazione dei turisti, non viene delusa perché se complessivamente i visitatori che arrivano dall'estero danno un voto pari a 8,3 su 10 alla vacanza in regione, la cucina riceve un lusinghiero 8,7. Positiva anche la valutazione al paesaggio, all'ambiente e alle città e opere d'arte, che ricevono 8,5.

Nel 2015 ci sono stati oltre 2,1 milioni di arrivi (+5,1 per cento), di cui 1,1 milioni stranieri, e 7,9 milioni di pernottamenti (+4,1 per cento) di cui 4,3 milioni dall'estero, con sabato 1 agosto giornata record negli arrivi e il giorno di Ferragosto che ha registrato il maggior numero di presenze.

Complessivamente la spesa turistica è cresciuta dello 0,5 per cento (923 milioni totali) rispetto al 2014 con i croati che si sono rivelati top spenders  con 207,00 euro pro capite, decisamente superiori ai tradizionali austriaci (121,00 euro) e tedeschi (70,00) mentre tra i nuovi mercati si mostra piuttosto ricco quello lettone (166,00 euro di spesa pro capite).

Il segmento di turismo business  registra una spesa media pro capite  pari a 124,00 euro, mentre il segmento leisure  sale dai 120,00 euro di spesa media del 2014 ai 130,00 euro del 2015. Per gli stranieri che hanno visitato il Friuli Venezia Giulia per vacanza, le voci di spesa più consistenti attengono allo svago (45,6 per cento) e allo shopping  (18,9 per cento).

L'offerta alberghiera registra una crescita sostanziale nella fascia medio-alta, con un aumento tra il 2011 e il 2015 degli hotel a tre stelle dell'8,3 per cento (quasi duemila posti letto in più) mentre i 4-5 stelle nello stesso periodo contano 150 posti e quattro alberghi i più. Calano invece gli hotel a una o due stelle: 33 esercizi in meno e riduzione di oltre mille posti letto.

ARC/RU/EP



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