Domenica, 21 Luglio 2024
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Ricerca: Rosolen, diplomazia deve favorire relazioni scientifiche



Trieste, 14 giu - "Tutte le realtà scientifiche del Friuli Venezia Giulia sono esempi di diplomazia scientifica. E la scelta di tale argomento da parte del mondo scientifico per questo meeting annuale è la prova di quanto il nostro mondo abbia bisogno della diplomazia. Trovo che sia paradossale che spesso proprio le relazioni promosse in ambito scientifico vengano stroncate dalla diplomazia che dovrebbe invece favorirle. Oggi abbiamo due esempi concreti: i rapporti con la comunità accademica russa e quella israeliana. La scienza e la diplomazia hanno sempre cercato di colmare i gap di visione e di dialogo e il peggior servizio che possiamo fare verso la scienza è di usarla al contrario, soprattutto in momenti come quelli che stiamo vivendo".

È questo il concetto espresso dall'assessore regionale al Lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia Alessia Rosolen nel corso del tavolo "Research Infrastructure: an example of Science Diplomacy and International Cooperation", organizzato da Area Science Park nell'ambito degli eventi proposti da GeoAdriatico, il Simposio internazionale di geopolitica promosso dalla Vitale Onlus in partnership con l'Università degli Studi di Trieste, giunto alla IV edizione. L'iniziativa offre momenti di approfondimento su tematiche relative al Forum del Mediterraneo e al ruolo dell'Italia nel nuovo scacchiere geopolitico, nonché argomenti inerenti al G20 quale piattaforma per cooperare su trasporti, infrastrutture portuali, mare e spazio.

L'assessore ha quindi rimarcato che "la cooperazione e la diplomazia sono nel dna di Trieste, il cui sistema della ricerca è nato proprio durante la guerra fredda. Quanto sta avvenendo in alcuni atenei, con lo stop alle collaborazioni con Israele, come avvenuto con la Russia, è la scelta migliore per non favorire i processi di pace. In momenti di tensione è infatti importante rafforzare tutti i programmi di collaborazione e cooperazione perché ricerca e innovazione sono acceleratori dei processi democratici. E proprio su questi temi il Friuli Venezia Giulia, sia per la sua posizione geografica sia per la proiezione verso il Mediterraneo, può dare un contributo importante nel consolidamento delle relazioni con i paesi dell'Est".

Infine, Rosolen ha evidenziato che "un'indagine dell'Unesco del 2019 segnalava che in Italia solo il 36% dei ricercatori è di sesso femminile. Un dato ancora troppo basso che conferma l'importanza di politiche che consentano alle donne di coniugare vita familiare e lavorativa".

L'incontro, al quale hanno preso parte tra gli altri la presidente di Area Science Park Caterina Petrillo e il presidente di Elettra Sincrotrone Trieste Alfonso Franciosi, è stato promosso da Vitale Onlus e ha visto la partecipazione di esponenti di rilievo delle principali infrastrutture di ricerca mondiali: dal Medio Oriente (Synchrotron Sesame) all'Africa (African Light Sorce) all'Europa Centro Orientale (Extreme Light Infrastructure e Central European Research Infrastructure Consortium), tra cui quelle del Friuli Venezia Giulia. ARC/MA/al



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