RIFORME: SERRACCHIANI, SU UTI BENE DIALOGO PER AGGIUNGERE CHI MANCA

Trieste, 24 feb - "Dopo il voto di oggi, che ha rimarcato l'azione riformatrice della maggioranza e della Giunta regionale, avvieremo una serie di incontri sui territori per spiegare l'adattamento alla legge 26 che permette a chi si è espresso positivamente sulle Unioni Territoriali Intercomunali (UTI) di poter partire dal 15 aprile e a coloro che in questo momento hanno maturato una decisione diversa di poter aggiungersi".

È quanto ha dichiarato la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani a seguito dell'odierna seduta del Consiglio regionale nel corso della quale è stato approvato il disegno di legge 136 sulle norme di Riordino delle funzioni delle Province.

"È da accogliere con soddisfazione il fatto che, nel trasferimento delle competenze dalle province alla Regione, sia stata conservata la specialità del Friuli Venezia Giulia nella tutela del territorio con l'integrazione della Polizia provinciale all'interno del Corpo Forestale Regionale (CFR), a differenza di quanto è accaduto in altre parti d'Italia. In questo nuovo scenario le UTI - ha detto Serracchiani - servono ai cittadini perché raccolgono le forze a fronte di quelli che sono gli impegni della Pubblica Amministrazione in questa stagione di cambiamento e negli anni futuri con il doppio obiettivo di non sprecare risorse e di garantire e rafforzare i servizi esistenti".

La presidente della Regione ha salutato "l'importante apertura che è venuta da alcuni gruppi dell'opposizione fin dalle settimane scorse e che noi abbiamo accolto positivamente. Per questo - ha aggiunto -, anziché procedere ai commissariamenti, abbiamo aperto un dialogo che ha portato a una formulazione in base alla quale le UTI che sono pronte possono partire e, al tempo stesso, viene prevista una possibilità in più per gli altri Comuni. Auspichiamo - ha concluso Serracchiani - che le forme di premialità che abbiamo previsto nella norma e l'abbattimento della penalizzazione deciso oggi dall'Aula, per i Comuni ritardatari che quest'anno costituiscono l'Unione, diventino uno stimolo a ragionare insieme".

ARC/PPH/Com



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