RIS. AGRICOLE: PSR, CONFRONTO SU FILIERE IN VISTA PUBBLICAZIONE BANDI

Udine, 29 settembre - "L'obiettivo di un Programma di Sviluppo Rurale (PSR) non può essere solo quello dell'aiuto economico a chi fa agricoltura, ma deve essere stimolare e accompagnare processi di cambiamento che portino il settore a un salto di qualità strutturale: in questo senso va l'incentivazione anche forte che l'Amministrazione regionale ha posto affinché le aziende valutino e scelgano di intraprendere percorsi aggregativi e di filiera. La Regione Friuli Venezia Giulia non li impone, ma invita ogni singolo imprenditore a fare scelte, magari faticose, ma che meglio consentiranno di cogliere sfide e opportunità".

Lo ha sottolineato l'assessore regionale alle Risorse agricole Cristiano Shaurli intervenendo all'incontro Filiere agroalimentari e forestali: esperienze e proposte nell'Auditorium della Regione. Non un convegno, ma un confronto - aperto ai tecnici, ai potenziali beneficiari e a tutti gli interessati - per mettere in campo e condividere le energie e le idee migliori.

Cooperazione, reti d'impresa, filiere: sono soltanto alcuni dei modi in cui si può declinare il concetto di aggregazione. Un concetto che - è stato ricordato - è tra i capisaldi strategici del PSR 2014-2020 del Friuli Venezia Giulia. Al tema dell'aggregazione sono dedicate risorse importanti del PSR; per l'inizio dell'autunno - nelle prossime settimane quindi - è prevista l'uscita dei primi bandi.

"Sono aperti sei bandi individuali, abbiamo già aggiunto 11 milioni di risorse regionali, abbiamo riscontrato un fortissimo aumento del biologico e dell'agricoltura conservativa: potremmo dire che tutto va bene. Invece non ci nascondiamo dietro un dito: ci sono problemi nel rapporto con AGEA e compito nostro sarà continuare con forza a cercare di risolvere con il Ministero le problematiche in essere", ha affermato Shaurli.

Shaurli sul tema delle filiere ha ribadito più volte che la Regione promuove la messa in rete - e non solo attraverso il PSR, ma anche negli strumenti della Cooperazione territoriale, nei Gruppi di Azione Locale (GAL) e nei Partnenariati Europei per l'Innovazione - ma lascia ai singoli imprenditori, che hanno infatti la possibilità di accedere comunque ai bandi individuali, la scelta ragionata e convinta di aderire a progetti di filiera. "Per evitare il concetto miope per cui ci si mette assieme  solo per reperire risorse regionali, i meccanismi di filiera prevedranno un termine impegnativo, almeno cinque anni, e in sintesi una reale scelta aziendale", ha precisato Shaurli.

"Siamo convinti però non si possa sempre citare le nostre criticità, dall'individualismo alla difficoltà nel promuoverci fino alla perdita in questi anni di importanti filiere locali e non cercare le soluzioni: non si tratta di fondersi o perdere il controllo della propria azienda ma di fare finalmente insieme e meglio alcuni percorsi, dalla trasformazione agroalimentare alla promozione, ormai fondamentale in mercati e opportunità sempre più internazionali e legate all'export ".

All'incontro, coordinato da Serena Cutrano - Autorità di gestione del PSR - sono intervenuti tra gli altri Gaetano Chinnici del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari (DiSTAL) dell'Università di Bologna che ha presentato le esperienze di filiera nel comparto agricolo in altre regioni italiane; Alessandro Driussi, presidente dell'Azienda lattiero-casearia Venchiaredo S.p.A., capofila di un progetto integrato di filiera finanziato nell'ambito del PSR 2014-2020; Luca Penna, direttore dell'Azienda speciale ConCentro della CCIAA di Pordenone che ha parlato del contratto di rete come strumento per la creazione della filiera.

Il prossimo appuntamento sul PSR dal titolo L'innovazione attraverso la cooperazione è previsto per il 6 ottobre, nella Sala Valduga della CCIAA di Udine, dalle 9.30 alle 13.00, e sarà dedicato ai contratti di rete.

ARC/EP



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