Ris. agricole: Zannier, Carso può conciliare conservazione e attività

Trieste, 28 giu - "Nelle aree carsiche si può abbinare la conservazione del patrimonio naturale allo sviluppo dell'attività agricola".

Lo ha affermato l'assessore regionale alle Risorse agricole e forestali Stefano Zannier che oggi ha portato al castello di Duino le conclusioni al dibattito "Territorio come fattore decisivo per lo sviluppo dell'agricoltura e delle peculiarità economico-sociali e naturali". L'evento è stato promosso dalla Kmecka zveza - Associazione agricoltori in occasione dei dieci anni dalla scomparsa di Mirko Spacapan in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia, il Circolo Anton Gregorcic e la Cia - agricoltori italiani.

Nell'occasione Zannier ha anticipato le linee guida per l'individuazione delle aree carsiche che possono essere recuperate all'attività agricola, soprattutto viticoltura, e al pascolo. Le aree Natura 2000 sono state suddivise in tre categorie: aree la cui idoneità alla trasformazione ad attività agricola e pascolo è estremamente limitata; aree che possono essere invece valutate idonee, previa una verifica puntuale; aree - infine - a maggiore idoneità, con priorità di opzione legata al requisito dimensionale. A titolo di esempio, in questo senso, interventi con superficie inferiore a un ettaro sono considerati particolarmente indicati, per la possibilità di preservare il mosaico paesaggistico ecologico.

"Si tratta di un cambio di mentalità - ha spiegato Zannier -: identifichiamo misure flessibili che si adattano alle esigenze della conservazione e della conversione all'agricoltura specializzata. Ciò significa che dopo la parola 'conservazione' non si mette un punto fermo, ma si valuta dove è possibile e utile attivare un'agricoltura o un'attività di pascolo compatibile".

Prerequisiti fondamentali delle coltivazioni è che non alterino la tipicità del paesaggio carsico e la connettività ecologica e che non favoriscano la diffusione di specie vegetali alloctone invasive. Nello specifico, secondo la proposta contenuta nelle linee guida illustrate dall'assessore, l'ampliamento della superficie vitivinicola sul Carso può realizzarsi su terreni incolti e abbandonati e caratterizzati dalla presenza di suolo idoneo; su superfici caratterizzate dalla presenza di Robinieti o altre specie ruderali, prevalentemente su terreni flyschoidi di riporto; su parti di territorio non coltivate a causa di suoli non adatti all'attività agricola. In quest'ultimo caso, con l'apporto di terreno si dovrà fare attenzione a rispettare la morfologia del territorio e il mosaico paesaggistico.

"Sotto il profilo del metodo - ha concluso Zannier - le linee guida per la trasformazione di aree in chiave agricola e di pascolo saranno oggetto di confronto con gli stakeholder e condivise, per tradursi alla fine del percorso in una delibera della Giunta regionale". ARC/PPH/ppd
 



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