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SALUTE: CONVEGNO AL GERVASUTTA SU GIORNATA INTERNAZIONALE DISABILITA'

Udine, 3 dicembre - La disabilità è al primo posto dell'agenda socio-sanitaria del Friuli Venezia Giulia e si presta in maniera ideale a mettere in atto le azioni previste dalla Riforma della Sanità regionale in quanto s'impernia sul concetto di prendersi cura.

È la tesi di fondo espressa dall'assessore regionale a Salute, Integrazione socio-sanitaria, Politiche sociali e Famiglia Maria Sandra Telesca al seminario che si è tenuto oggi all'Istituto di Medicina fisica e Riabilitazione Gervasutta di Udine in occasione della Giornata internazionale delle Persone con disabilità.

Il fatto che la Consulta regionale delle Associazioni di Persone disabili e delle loro Famiglie del Friuli Venezia Giulia sia riconosciuta già dalla legge regionale 41 del 1996 (articolo 13 bis) come organismo non solo rappresentativo ma anche di coordinamento è, secondo Telesca, un valore aggiunto. Il Friuli Venezia Giulia - così il presidente della Consulta Vincenzo Zoccano - è un modello da esportare e da ampliare, intensificando quello che già oggi è un dialogo costante con l'Amministrazione regionale, che deve portare a politiche sempre più estese e interdisciplinari.

La Consulta esercita un ruolo di stimolo ad applicare i 17 obiettivi contenuti nell'Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile, ratificata da 153 Paesi del mondo. Sulle politiche rivolte alla disabilità in Italia, secondo Zoccano, pur in presenza di alcune eccellenze, si registrano ritardi e disomogeneità. In particolare, l'Osservatorio nazionale sulla disabilità, a giudizio del presidente della Consulta, dovrebbe essere un organismo indipendente e maggiormente collegato al territorio. Tra le risorse in più del Friuli Venezia Giulia è stato evidenziato nel seminario odierno il ruolo del Centro Regionale di Informazione sulle Barriere Architettoniche (CRIBA), sostenuto e finanziato dalla Regione, servizio tecnico-operativo di supporto a Enti pubblici, progettisti e cittadini rispetto ai problemi dell'accessibilità, che nell'ultimo anno ha fornito 500 consulenze.

Dalle testimonianze delle Consulte territoriali è emerso un quadro articolato. Ernesta Tam, presidente del Comitato Disabili della provincia di Udine, ha insistito sulla necessità di dare risposte a domande pubbliche e private secondo una regia e di favorire il più possibile l'autonomia delle persone disabili. Tra i buoni esempi, due strutture sorte su iniziative di genitori: il Centro sull'autismo di Tavagnacco e la struttura per disabili di Gorizia che attualmente ospita cinque ragazzi, sulla quale si è soffermato Gabriele Grudina, presidente dell'Associazione genitori consapevoli e della Consulta disabili territoriale Bassa Friulana-Isontina.

Domotica e assistenza personale, lo ha ricordato Sergio Raimondo della Consulta di Pordenone, devono sostenere l'obiettivo di una vita indipendente e il diritto del disabile di vivere in libertà. Questa prospettiva, secondo Mauro Morassut della Consulta triestina, si è giovata negli ultimi dieci anni di un cambiamento culturale importante che segna oggi un approccio più maturo, visibile ovunque: nei trasporti, negli esercizi commerciali e nella disponibilità dei giovani.

Anche l'ospitalità, come ha spiegato il direttore Marketing di PromoTurismo FVG Bruno Bertero, si sta adeguando: i corsi di formazione organizzati per le guide autorizzate, al via il prossimo 5 dicembre, saranno all'insegna del turismo per tutti,  mentre già vengono mappati gli edifici turistici che figurano nei percorsi delle visite guidate, con l'obiettivo di fornire dettagli codificati di accessibilità. Tra le altre iniziative in proposito, PromoTurismo FVG ha in programma la predisposizione di un video sull'accoglienza turistica in Friuli Venezia Giulia destinato alle persone non udenti.

Accanto all'impegno dei Vigili del Fuoco per la formazione dei soccorsi alle persone disabili, illustrato dal direttore del Comando di Pordenone Stefano Zanut, sono stati i dirigenti comunali di Pordenone, Trieste e Udine a tratteggiare i percorsi intrapresi dagli Enti locali nell'abbattimento delle barriere architettoniche verso nuovi modelli di vivibilità. Si tratta di politiche fatte, ad esempio, di piccole rampe in vetroresina che sostituiscono i gradini (Udine) oppure anche solo di cartelli che segnalano percorsi per le carrozzine (a piazzale Marcolin a Pordenone) oppure a Trieste di strumenti di comunicazione con la Polizia Locale per non udenti.

Accanto agli interventi di quotidianità, lo sforzo è però di progettare e ripensare le città, tema su cui si è soffermata la moderatrice Christina Conti, docente di Tecnologia dell'Architettura all'Università di Udine. Gli Atenei di Trieste e di Udine sono particolarmente attivi nella formazione accademica, nel supporto progettuale, nell'attività di ricerca, di rete con altre università e di sensibilizzazione su modelli di accessibilità e inclusione. Tra le iniziative si segnala il progetto LabAc (Laboratorio di Accessibilità), cui hanno collaborato istituzioni e Ateneo triestino accanto alla Consulta disabili.

Sul versante dell'esperienza socio-sanitaria, Annalisa Chiappa ed Elena De Paoli, assistente sociale e fisioterapista del Gervasutta, hanno portato la loro testimonianza sui casi in cui la disabilità, per effetto di mali o incidenti, irrompe nella vita delle persone, segnando una "frattura esistenziale". Fondamentale nel percorso di accompagnamento, è stato detto, è il ruolo delle visite domiciliari che deve coinvolgere anche i Distretti per riorganizzare l'ambiente domestico in cui il neo-disabile tornerà a vivere dopo la dimissione ospedaliera.

La disabilità - è la tesi sostenuta coralmente nel seminario di Udine - può essere una condizione di chiunque. Come ha ricordato il direttore del Dipartimento di Medicina riabilitativa del Gervasutta Agostino Zampa nella sua introduzione seguita al saluto del sindaco di Udine Furio Honsell, nel mondo si contano 650 milioni di disabili - che comporrebbero la terza nazione più popolosa dopo Cina e India -, 6 milioni dei quali in Italia - secondi solo al numero di abitanti della Lombardia. In Friuli Venezia Giulia, secondo le stime della Consulta regionale, le persone in condizione di disabilità sono 60.000.

ARC/PPH/ppd



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