Venerdì, 18 Giugno 2021
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Salute: Patto tra Regione e i DG degli enti del Servizio sanitario (1)

Trieste, 29 aprile - E' il contenimento dei tempi d'attesa delle prestazioni l'obiettivo principale del Patto tra Regione e direttori generali degli enti del Servizio sanitario, il cui testo è stato approvato nel corso dell'ultima riunione della Giunta.

Tutte le aziende per l'assistenza sanitaria e quelle sanitarie universitarie integrate, nonché gli istituti di ricerca e cura a carattere scientifico, Burlo e Cro di Aviano, dovranno accrescere il loro impegno per ridurre i tempi di attesa, sia per la specialistica ambulatoriale che per gli interventi chirurgici. Vanno rispettate le priorità indicate, a seconda dell'urgenza della prestazione, così come definita dai medici, è scritto nel Patto. Ed è stato sottolineato con forza dalla stessa presidente della Regione, Debora Serracchiani, e dall'assessore alla Salute, Maria Sandra Telesca, che subito dopo l'approvazione del documento hanno incontrato a Trieste tutti i dg, anche per fare il punto sull'attuazione della riforma sanitaria.

Attuazione che, come spiega Telesca, "comprende tantissimi aspetti, a partire dal miglioramento dei rapporti con i cittadini e dal potenziamento della sanità territoriale, con l'attivazione dei Centri di assistenza primaria (Cap). Ma in particolare oggi abbiamo focalizzato l'attenzione su uno dei temi più sentiti da chi ha un problema di salute, ovvero i tempi di attesa delle prestazioni".

"Abbiamo condiviso con i dg di mettere questo punto quale principale traguardo da raggiungere nel corso dell'anno - precisa - a cui collegare il sistema di lavoro delle aziende sanitarie, con il miglioramento del modello organizzativo che interessi prima di tutto la gestione delle agende degli appuntamenti".

"Vogliamo affrontare e risolvere con determinazione il problema", ha evidenziato la presidente Serracchiani, ricordando però che "i dati in possesso della direzione centrale della Salute indicano che c'è stato nel corso dell'ultimo anno un miglioramento evidente e puntuale".

Basti pensare che di fatto su 2.150 diverse prestazioni erogate le criticità riguardano solo meno di una decina. E su queste si interverrà. Così come si lavorerà anche sul fronte della consapevolezza e dell'informazione dei pazienti, che "devono essere messi in grado di comprendere che c'è una differenza tra chi ha necessità di una prestazione urgente e chi può tranquillamente rientrare in una programmazione un po' più lunga", è stato detto, sottolineando che è il medico che deve decidere.

Per quanto riguarda l'assistenza primaria, poi, le Aziende dovranno completare l'avvio dei Cap. "Ai tredici già avviati se ne aggiungeranno altri entro l'estate - conferma Telesca, spiegando anche che "sta aumentando ogni giorno la percentuale di cittadini presi in carico dalle medicine di gruppo, formate da più medici che lavorano assieme, e che così garantiscono una presenza in un arco di tempo più ampia e possono sviluppare la cosiddetta sanità di iniziativa, strumento efficace nella gestione delle malattie croniche, per prevenire l'aggravamento delle patologie, pe ridurre il ricorso ai ricoveri ospedalieri e gli accessi al pronto soccorso".

Sul tema del rapporto cittadino-paziente nell'incontro con i direttori generali si è discusso anche della formazione del personale a contatto con il pubblico (addetti alle prenotazioni, sportellisti) per affinare e omogeneizzare la qualità della risposta.

"Per mettere realmente pazienti e famiglie al centro di un sistema integrato che sappia dedicare attenzione al malato e non alla malattia, a tutti i livelli serve cortesia, occorre entrare in un'ottica di relazione di servizio. Che significa saper accogliere, rispettare, comprendere i bisogni e, per quanto riguarda il personale che entra in contatto con i cittadini, anche saper sempre fornire informazioni puntuali e corrette".

"Con la riforma - aggiunge Telesca - molto abbiamo migliorato ma anche abbiamo inserito regole nuove. Vogliamo formare il personale su tutto per poter dare le risposte in linea con quanto è stato fatto".

Tra i temi affrontati anche l'odontoiatria sociale, perché "il progetto ha iniziato a camminare ma naturalmente l'applicazione va fatta in modo capillare. E ciò richiede un forte sforzo organizzativo da parte delle aziende e dei professionisti che vi operano, oltre alla condivisione di regole comuni".

In sostanza ai direttori generali - conclude Telesca - abbiamo dato tantissimi compiti, sfidanti ma fondamentali perché i cittadini possano vedere realmente gli effetti di una riforma che punta a incrementare e ottimizzare i servizi sanitari". ARC/PPD/EP
 

 



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