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Venerdì, 14 Giugno 2024
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SALUTE: PREVENZIONE PER RIDURRE RISCHI DAL TRAFFICO ILLEGALI ANIMALI

Gorizia, 20 maggio - Prevenzione, scambio di informazioni e di dati sanitari con i Paesi limitrofi, formazione degli operatori e informazioni ai cittadini. Sono questi quattro elementi utili per limitare i rischi sanitari di zoonosi ovvero le malattie infettive trasmesse dall'animale all'uomo ma anche per ridurre il commercio illegale di animali che vede il Friuli Venezia Giulia rotta di transito e di destinazione per il traffico illegale di animali da compagnia.

A darne conto è stato Paolo Zucca della direzione centrale Salute, Integrazione socio-sanitaria, Politiche sociali e Famiglia - servizio Sanità pubblica veterinaria della Regione FVG in occasione del convegno Zoonosi emergenti e riemergenti nel Friuli Venezia Giulia: un approccio one health organizzato dalla Regione con l'Ordine dei Medici Veterinari di Gorizia a cui ha partecipato anche l'assessore regionale alla Salute Maria Sandra Telesca che ha sottolineato come le cure delle persone e degli animali siano strettamente correlate. Telesca ha voluto evidenziare l'importanza degli argomenti trattati che hanno un impatto sulla salute delle persone e la necessità di informare sulle tematiche, affrontando le sfide, in particolare quelle sanitarie, con un approccio integrato.

Si parte da un dato: sono 200 milioni circa gli animali da compagnia presenti nell'Unione Europea (UE) con una tendenza che vede diminuire quelli tradizionali - cani e gatti - che si attestano al 40 per cento, mentre crescono altre specie (60 per cento). È un dato che si riflette anche sul traffico illegale che aggiunge al commercio di animali da compagnia anche gli uccelli e i rettili più facilmente trasportabili perché meno ingombranti e nel caso dei rettili anche più resistenti, basti osservare che vengono spesso inseriti in bottiglie di plastica per essere trasportati. Circa il 50 per cento dei cani e gatti movimentati nell'UE non sono registrati in  TRACES / Trade Control and Expert System - sistema che gestisce il traffico commerciale di animali - (una quota è frutto di commercio illegale) e questo indica la difficoltà di fare prevenzione sanitaria.

"Attraverso i valichi di Tarvisio, Gorizia e Trieste - ha spiegato Zucca - passano centinaia di animali destinati al mercato nero di animali da compagnia il cui fatturato risulta essere secondo solamente al traffico di droga. Un cucciolo acquistato nei Paesi dell'Est Europa a poche decine di euro può essere rivenduto a 500 -1.000 euro nei paesi dell'Europa Occidentale dopo un'abile falsificazione dei suoi documenti e dei presidi di identificazione. La resa economica dell'operazione è molto alta a fronte di sanzioni risibili rispetto a quelle applicate per il traffico di droga, per cui il gioco risulta appetibile per molti malfattori".

Accanto al problema di tipo commerciale ed etico, il traffico illegale di animali comporta un elevato rischio di introduzione di gravi malattie trasmissibili dagli animali all'uomo. Le conseguenze di questo commercio illegale generano almeno quattro effetti negativi nei Paesi di destinazione e transito: dall'aumento del rischio per la salute delle persone, per il benessere e la salute degli animali ai danni economici agli allevatori che operano sul territorio e che non possono competere con il mercato illegale fino alla frode per il consumatore.

Si stima, come è stato illustrato, che l'uomo è colpito da 1.709 diversi patogeni di cui il 49 per cento è zoonosico. La trasmissione della malattia può avvenire da morso di animali infetti o dal contatto con la saliva ma anche in modo indiretto attraverso contaminazioni ambientali.

Dunque conoscere i rischi e quali sono le corrette procedure di manipolazione degli animali oggetto di confisca, ai fini della prevenzione e per ridurre il rischio di contagio, sono indispensabili soprattutto per i professionisti in ambito sanitario e per il personale delle Forze dell'Ordine che operano sul territorio regionale e che rientrano nelle categorie professionali maggiormente esposte al rischio di contrarre malattie infettive trasmesse dagli animali all'uomo.

"A volte è sufficiente infilare i guanti prima di prendere in mano una ciotola d'acqua stagnante per evitare che la nostra mano nuda venga a contatto con l'acqua contaminata dall'urina dei topi e contrarre la leptospirosi" ha indicato Zucca.

ARC/LP/EP



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