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Giovedì, 30 Giugno 2022
Notizie dalla giunta

Salute: pronte idee Regioni su reclutamento personale sanitario

Trieste, 28 apr - Le Regioni italiane hanno predisposto un documento di 40 pagine, che sarà posto all'attenzione del Governo e del Parlamento, con alcune soluzioni per fronteggiare rapidamente questo fenomeno.

Lo ha spiegato oggi in sede di Consiglio regionale il vicegovernatore con delega alla Salute nella parte dedicata alle risposte alle interrogazioni.

Le impalcature di questo documento, come ha spiegato l'esponente della Giunta regionale, riguardano il rapporto con gli atenei e il numero di borse di studio messe a disposizione dal Ministero dell'università e della ricerca; le modifiche dei meccanismi di reclutamento del personale; il tema dell'esclusività dei rapporti di lavoro all'interno della Pubblica amministrazione; il meccanismo della permeabilità delle carriere sulle singole specialità; il rapporto contrattuale con l'eventuale professionista andato in pensione; l'utilizzo nelle migliori condizioni possibili e in deroga ai principi dell'emergenza definite nel corso della pandemia degli specializzandi appartenenti alle reti formative; la valorizzazione del personale relativamente il tema delle prestazioni aggiuntive e delle maggiori risorse da poter attribuire in termini contrattuali che oggi sono limitate da una serie di istituti che, secondo le Regioni, devono essere superati.

Questo relativamente alle note difficoltà relative al reclutamento del personale, che interessa l'intero territorio italiano, con il conseguente ricorso da parte delle aziende sanitarie ad appalti a diversi enti privati. Un fenomeno che non consente un effettivo controllo sulla qualità, omogeneità e sicurezza sui percorsi assistenziali e terapeutici, con il conseguente aumento dei costi e spreco di risorse pubbliche.

Secondo l'esponente della Giunta infatti il reclutamento, la gestione e la fidelizzazione del personale sono tre delle azioni altamente critiche che le organizzazioni sanitarie in tutta Italia stanno affrontando alla luce del numero sempre più ridotto di professionisti con competenze specialistiche e avanzate necessarie a coprire la domanda.

Argomentando in risposta all'interrogazione incentrata sul Piano Emergenza Urgenza, il vicegovernatore ha ricordato che, deliberato nel 2015, non solo non è stato ancora completamente attuato, ma in certi casi è stato addirittura violato e disapplicato. Si tratta di un Piano ormai di fatto superato e non più in linea con l'attuale articolazione sanitaria regionale. Nonostante questo il Peu ha comunque portato all'implementazione dei mezzi di soccorso sulle 24 e sulle 12 ore nelle aree di montagna, nelle città e in alcuni territori che risultavano scoperti ed anche al potenziamento del servizio di elisoccorso, estendendo la sua attività sulle 24 ore.

Con queste puntualizzazioni il vicegovernatore con delega alla Salute ha aperto oggi in Consiglio regionale il suo intervento stimolato da una interrogazione incentrata sul Piano Emergenza Urgenza.

L'esponente della Giunta ha ricordato che la stesura del nuovo Peu è in fase di completamento e che l'articolazione e l'organizzazione del sistema emergenza urgenza regionale non può prescindere dalla decisione che deve essere assunta rispetto al modello organizzativo sanitario ritenuto più funzionale a garantire risposte appropriate in termini di salute per i cittadini e di costo-beneficio per il sistema Regione Friuli Venezia Giulia.

La decisione in tal senso - ha sottolineato il vicegovernatore - si baserà su una attenta valutazione di elementi oggettivi e documentati sull'attività erogata e sui risultati, positivi e negativi ottenuti, e nel rispetto delle indicazioni e dei vincoli normativi di riferimento.

Nel suo intervento il vicegovernatore si è soffermato anche sul funzionamento della Sores, la Struttura operativa regionale emergenza sanitaria. Secondo l'esponente della Giunta l'avvio della Centrale unica ha comportato la necessità di intraprendere un percorso di omogeneizzazione di procedure, di strumenti e di modalità operative. Un percorso, non facile, che non ha trovato sempre una buona adesione da parte dei professionisti del sistema regionale dell'emergenza urgenza.

Sono in fase di perfezionamento alcuni percorsi di collaborazione con le altre aziende sanitarie, che troveranno riscontro nel nuovo Peu, per la gestione del personale in particolare per assicurare lo sviluppo professionale e il mantenimento delle competenze nell'area dell'emergenza.

Il vicegovernatore ha annunciato che è pronta una analisi sui costi e benefici che prevede diverse ipotesi, fino a quattro centrali uniche, una per ciascuna delle ex province del Friuli Venezia Giulia. Un documento, già discusso con l'Azienda regionale di coordinamento per la salute (Arcs) e con i professionisti del settore, che a breve sarà portato nella Commissione competente.

Sull'indagine nazionale sullo stato di attuazione delle reti tempo dipendenti, è stato puntualizzato che la griglia di rilevazione dei dati dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) valuta principalmente la presenza di atti formali e di modalità operative attive. Sono infatti 41 i requisiti (item) distribuiti in 3 aree tematiche: struttura di base; meccanismi operativi-processi sociali; risultati.

Per quanto concerne la Rete Trauma/Filiera Trauma l'Arcs assicura già in maniera omogenea su tutto il territorio del Friuli Venezia Giulia, la presa in carico clinico-assistenziale delle persone colpite da trauma. La filiera trauma è di fatto formalizzata ed è in fase di avvio. Attualmente il gruppo dei professionisti regionali individuati per dare avvio all'attività è in fase di nomina.

L'esponente della Giunta ha inoltre aggiunto che Arcs ha attivato la Filiera Neonatologica e Punti Nascita delle Reti Tempo Dipendenti, facendo propri tutti i documenti già adottati dalla Regione, aggiornando le strutture coinvolte nei percorsi di cura della filiera, definendone il ruolo nel rispetto di quanto contenuto negli atti di programmazione regionale e fornendo le indicazioni generali sul modello di governance adottato.

I Punti nascita in Friuli Venezia Giulia lavorano in sinergia e condivisione su alcune tematiche tecnico-scientifiche aderendo al Comitato percorso nascita regionale che negli anni ha elaborato strumenti operativi su argomenti specifici e assicura il monitoraggio periodico di specifiche attività come, ad esempio, il trasporto e lo screening neonatale. Il Comitato percorso nascita regionale attualmente è impegnato sull'informatizzazione di una cartella integrata ospedale-territorio per la gravidanza a basso rischio ostetrico a gestione ostetrica. Un progetto in fase di sperimentazione presso Asugi e Burlo di Trieste. ARC/RT/gg



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