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Salute: Regione, nuovo piano emergenze già entro fine legislatura

Articolato confronto con professionisti del Sistema sanitario Trieste, 30 mag - Arrivare entro la fine della legislatura non solo con la scelta del numero di centrali operative ma anche con il nuovo piano delle emergenze già perfezionato.

Questo il concetto espresso oggi a Trieste dal vicegovernatore con delega alla Salute in sede di Commissione III del Consiglio regionale nel corso del punto all'ordine del giorno titolato "presentazione ipotesi di riorganizzazione sistema regionale emergenza urgenza in riscontro a mozione approvata dal Consiglio regionale n. 282/2021".

Come ha spiegato il rappresentante della Giunta, il lavoro fatto dall'Azienda regionale di coordinamento per la salute (Arcs) su sollecitazione del Consiglio regionale ha espresso una serie di considerazioni senza giungere a delle conclusioni. In quest'ottica l'assessore ha auspicato come, su un terreno complesso di tecnicalità quale quello afferente all'organizzazione del sistema dell'emergenza, le competenze dell'Aula arrivino fino a un certo limite, precisando inoltre di fare grande attenzione a convinzioni precostituite e al sindacalismo territoriale.

Il nodo di fondo della questione, come ha sottolineato l'assessore, non sta tanto nel numero di centrali realizzate (una) quanto il non aver garantito una catena di collegamento, con una frammentazione delle fasi del sistema dell'emergenza. Una criticità, questa, su cui hanno concordato i professionisti coinvolti nell'analisi dell'Arcs.

Altro punto su cui l'esponente dell'Esecutivo regionale ha annunciato un intervento è quello del sistema informatico di backup, attualmente gestito da fuori regione.

Nell'ambito delle soluzioni emerse dagli incontri con i rappresentanti dei medici e degli infermieri ha trovato un consenso prevalente la proposta di far diventare il sistema dell'emergenza unico un soggetto terzo, configurato sul piano organizzativo in maniera tale da superare le frammentazioni della filiera, o prevedendo in via ipotetica un'eventuale integrazione della nuova struttura all'interno dei sistemi aziendali, a condizione però che il Sistema sanitario regionale sia rispettoso degli standard del Decreto ministeriale n.70.

Come ha concluso il vicegovernatore, il lavoro adesso prosegue con la raccolta da parte di Arcs delle disponibilità dei professionisti i quali hanno riconosciuto all'Amministrazione come per la prima volta sia stato garantito un coinvolgimento sul tema. ARC/GG/pph



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