Salute: Riccardi, corsi su "medical intelligence" e "digital forensic"

Udine, 23 mag - Un sistema di intelligenza artificiale in grado di identificare l'emergere o riemergere di un rischio biologico o un reato sanitario a partire dall'analisi delle conversazioni sui social o delle chiamate al 118 con parole chiave.

È l'obiettivo della "medical intelligence" su cui saranno imperniati i corsi di formazione teorici e pratici per medici, veterinari, Guardia di finanza, Polizia, Carabinieri, Guardia costiera, Dogana e ad altri pubblici ufficiali, organizzati nel Centro internazionale di cooperazione di Polizia nel valico di Coccau, a Tarvisio, nel quadro della proposta progettuale "One-Health Training" elaborata dal Servizio di Prevenzione della Direzione Centrale Salute della Regione Friuli Venezia Giulia.

La proposta è stata approvata dalla Giunta regionale, su proposta del vicegovernatore e assessore alla Salute Riccardo Riccardi, e prevede un cofinanziamento della Regione Fvg di 36.353 euro, coperto interamente da costi del personale assegnato al progetto.

Gli obiettivi del progetto sono di erogare corsi teorici e pratici su rischio biologico, prevenzione delle malattie infettive e da trasmissione animale, corretto uso dei dispositivi di protezione individuale e tecniche di scienza digitale forense (digital forensic), ramo che comprende il recupero e l'indagine del materiale trovato nei dispositivi digitali in relazione a eventi di criminalità informatica, applicate alla "medical intelligence".

Il Servizio prevenzione del Fvg, tramite la progettazione comunitaria, ha istituito e consolidato un ampio network transfrontaliero, diventando lead partner sul Programma di cooperazione territoriale europea Interreg V A Italia-Austria 2014-2020 con il progetto Bio-crime che ha portato all'istituzione del Centro di cooperazione per la prevenzione della salute umana nei confronti delle malattie trasmesse da animali (zoonosi). Si tratta di una questione centrale, considerato che più del 75% delle malattie che colpiscono l'uomo derivano dagli animali, come peraltro verificatosi per la recente pandemia di Covid-19.

Le attività di training delle Forze dell'ordine, del personale sanitario e dei pubblici ufficiali svolte nel corso dell'ultimo triennio sia in Friuli Venezia Giulia sia in Austria, hanno evidenziato come sussista una grossa carenza formativa nell'ambito del rischio biologico, con particolare riferimento alle zoonosi. Inoltre, i dati raccolti dal Centro Bio-crime, hanno dimostrato il crescente utilizzo della rete Tor, la cosiddetta "dark net" da parte del crimine organizzato transnazionale, con un conseguente incremento dei rischi sanitari.

"La protezione degli interessi economici e sanitari - spiega Riccardi - richiede di rafforzare la lotta contro le attività illegali, in particolare alle frontiere. Durante queste attività ispettive e di indagine, le forze dell'ordine, i doganieri e i medici e medici veterinari, sono spesso esposti a minacce biologiche o agenti zoonosici senza aver ricevuto una formazione tecnica e operativa adeguata. Inoltre, le nuove sfide in materia di frodi nell'ambito "Green deal", comprese quelle relative al commercio illegale di animali e alimenti di origine animale, richiedono una formazione specifica poiché la maggior parte delle transazioni illegali sono ora effettuate on-line su internet direttamente tra il venditore e il cliente". ARC/EP



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