Salute:Riccardi, in riforma residenze necessarie prestazioni sanitarie

Confronto del vicepresidente con i presidenti degli Ambiti Palmanova, 18 nov - "Due nodi essenziali sono da affrontare risolutamente nella riforma del sistema residenziale: quello di un sistema pubblico che è attualmente per buona parte quasi completamente esternalizzato e si comporta di fatto solo da 'stazione appaltante' e la mancanza di garanzia di responsabilità e prestazione sanitaria da parte della medicina generale". Lo ha affermato il vicegovernatore con delega alla Salute Riccardo Riccardi al termine della videoconferenza nel corso della quale ha illustrato ai presidenti degli Ambiti socio-sanitari lo stato dell'arte dei servizi residenziali per anziani e non autosufficienti, anche in relazione all'attuale emergenza sanitaria. L'incontro di oggi segue quello con le organizzazioni sindacali confederali e precede quello di domani con gli enti gestori nella cornice del confronto stimolato dalla Regione sulle linee di riforma del sistema residenziale e, più in generale, sulle strategie complessive di approccio al tema della non autosufficienza degli anziani in Friuli Venezia Giulia. "È evidente che questi temi, in particolare quello della prestazione sanitaria all'interno delle strutture, sono fondamentali: non può più essere sostenibile una struttura residenziale ove la prestazione sanitaria è garantita solo dalla supplenza della sanità pubblica, altrimenti continueremo a riempire gli ospedali in modo non appropriato, costoso e a non rispondere alle esigenze delle persone". Il confronto è stato giudicato dalla maggior parte dei presidenti di Ambito molto importante perché ha permesso di condividere strumenti di lettura su base statistica e di offrire contributi alla strategia di riqualificazione del sistema. "Posto che la risposta ai bisogni di salute di una persona deve essere stabilita da una struttura di sanità pubblica, occorrerà colmare l'insufficienza rispetto agli attuali accreditamenti. Nella legge di stabilità - ha ribadito Riccardi - sono state inserite risorse proprio per questo, ma in via generale la partita di più ampio respiro è rivedere i modelli organizzativi, che vanno rivolti, laddove possibile, alla domiciliarietà". ARC/EP/al

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