Martedì, 16 Luglio 2024
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Salute: Riccardi, Leo Udina simbolo lotta a malattie croniche

Intitolata al Cavaliere, già segretario di Aned Fvg e scomparso nel 2023, la sala multimediale di Nefrologia all'ospedale Maggiore di Trieste Trieste, 26 giu - "Un uomo che ha dedicato la sua vita al prossimo, cercando di migliorare le condizioni di tutti i pazienti affetti da malattie croniche e che, di conseguenza, hanno un bisogno perpetuo di cure e assistenza. Se il Friuli Venezia Giulia è ai vertici nazionali per donazioni e trapianti, molto lo si deve all'impegno di persone come lui e delle organizzazioni di volontariato del territorio. La strada da lui indicata è quella di un cambiamento culturale". Così l'assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi ha voluto ricordare la figura del cav. Leo Udina, a cui è stata intitolata la nuova aula multimediale della Struttura complessa di Nefrologia all'ospedale Maggiore di Trieste. Colpito sin da giovane da una grave malattia renale e segretario regionale dell'Associazione nazionale emodializzati dialisi e trapianti (Aned) dal 2011 al 2023, anno della sua scomparsa, Udina nel corso degli anni ha abbracciato battaglie importanti, dal trattamento dialitico garantito a tutti i malati all'apertura di centri di dialisi in tutte le città, dal sostegno alle politiche di potenziamento del trapianto renale al grande impegno nella diffusione della conoscenza e dell'informazione sulle patologie renali. La sala multimediale verrà utilizzata come luogo dove poter perseguire gli obiettivi divulgativi e formativi mirati all'aggiornamento e al miglioramento della cura della persona con malattia renale. Il taglio del nastro è avvenuto questa mattina alla presenza, tra gli altri, del direttore generale di Asugi Antonio Poggiana, del rettore dell'Università di Trieste Roberto Di Lenarda, dei vertici del reparto di Nefrologia di Asugi, del segretario regionale di Aned Valentino Adamo, della moglie e del figlio di Leo Udina. Nell'occasione, Riccardi ha indicato come la risposta ai bisogni sanitari nel territorio non debba essere orientata solo alla fase di acuzia ma anche all'aspetto della cronicità. "Si tratta - ha osservato l'assessore - di una condizione sempre più frequente all'interno di una popolazione dall'età media sempre più alta. In questo quadro, il sistema sanitario ha il compito di cogliere le trasformazioni della società e di adattare di conseguenza il servizio offerto. Su questo aspetto Leo Udina ha fondato la battaglia di una vita intera. Si chiedeva cosa potesse dare alla comunità senza pensare a cosa da essa potesse ricevere". La Nefrologia costituisce una delle branche della Medicina più interessata alla cronicità: il paziente può infatti passare da un periodo più o meno lungo di malattia in terapia "conservativa", durante la quale prevalgono le cure dietetiche e farmacologiche in ambulatorio o in nefrologia, alla delicata fase di inserimento nel trattamento dialitico, alla stabilizzazione in dialisi per un periodo più o meno prolungato e, infine, al trapianto renale. La malattia renale cronica coinvolge circa il 7 percento della popolazione italiana e spesso coesiste con altre patologie croniche, come il diabete e le malattie cardiovascolari. Il suo decorso può condurre, in una parte dei casi, alla necessità di trattamenti avanzati tra cui la dialisi e il trapianto. A Trieste, le persone con malattia renale cronica seguite regolarmente negli ambulatori sono alcune migliaia e i pazienti che necessitano di un trattamento di sostituzione della funzione renale circa 300. Di questi 150 sono trapiantati e 150 dializzati. ARC/PAU/gg

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