Martedì, 23 Luglio 2024
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Salute:Riccardi, payback Fvg operato rispettando trasparenza legalità

La Regione è impegnata ad attivare il pagamento in maniera ridotta, per deflazionare l'attuale contenzioso giurisdizionale Trieste, 21 giu - "Quella dei payback è vicenda seria e risale a sette anni fa: non più tardi di ieri pomeriggio, in seno alla Commissione salute delle Regioni, avanzando la posizione condivisa da tutti, ho messo in evidenza che da data del 31 luglio non è sostenibile. E non è sostenibile, in generale, il meccanismo: perché la situazione dei dispositivi medici e del payback si unisce a una valutazione che ha una regolazione nella parte dei farmaci, ma che non ce l'ha sui dispositivi. È necessario che lo Stato, quindi, faccia un po' d'ordine". Lo ha spiegato l'assessore regionale alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, rispondendo stamani a un'interrogazione in Consiglio regionale. "Siamo perfettamente consapevoli della difficile situazione: abbiamo sempre espresso la nostra contrarietà su questa misura - ha fatto notare Riccardi -. Peraltro, la nostra è una Regione che ha utilizzato soltanto in maniera parziale il fondo del payback per chiudere i propri bilanci, a differenza di altre Regioni d'Italia. Sappiamo bene che la piccola e media impresa fornitrice del dispositivo, in particolare, si trova a dover fronteggiare oggettive difficoltà per concorrere al ripianamento dello sforamento del tetto di spesa del Servizio sanitario nazionale". "C'è indubbiamente preoccupazione per le sorti di queste aziende e, più in generale, dell'intero comparto che, sicuramente, contribuisce in modo determinante e garantire il buon funzionamento e la qualità delle prestazioni sanitarie, attraverso forniture medicali. A loro la solidarietà massima, per le implicazioni di carattere economico che stanno inevitabilmente vivendo", ha aggiunto Riccardi. "Il payback, una vicenda risalente nel tempo, oggi è divenuta questione piuttosto complessa, per l'avvicendarsi degli interventi normativi a livello nazionale dovuti a problematiche di carattere tecnico, giuridico e contabile, anche per gli ineludibili obblighi europei, sia per il numero rilevante degli enti, che per le aziende fornitrici e gli istituti di ricerca coinvolti", ha sottolineato Riccardi. "Bisogna dire che, in applicazione di questo sistema, gli enti del Servizio sanitario regionale Fvg sono stati, e sono tuttora chiamati a svolgere una pluralità di funzioni: tra le altre anche il corretto approvvigionamento dei beni, e la loro puntuale contabilizzazione e certificazione, che non sono esenti da un alto grado di complessità tecnica; situazione che aggrava notevolmente il carico lavorativo delle già poche risorse umane disponibili", ha detto ancora Riccardi. "Ciononostante, e pur nell'ambito di una contingenza del tutto peculiare, con il carattere emergenziale degli interventi, nonché sui tempi e i modi, la condotta della nostra Regione, sul payback, è caratterizzata dall'osservanza della normativa statale, in ossequio e nel rispetto del principio della legalità - ha osservato l'assessore -. La Direzione competente in materia di salute si è sempre conformata ai principi di trasparenza e leale collaborazione, disponendo e attuando - sin dall'avvio del procedimento amministrativo -, in aggiunta a quanto previsto dalla legge, canali informativi dedicati tra cui pubblicazioni sul sito istituzionale regionale, sistemi interni di monitoraggio, assistenza per ogni tipo di richiesta proveniente dalle ditte", ha fatto notare Riccardi. "La nostra Regione sta provvedendo a dare attuazione alla normativa anche attraverso l'attivazione delle modalità di pagamento in maniera ridotta, per deflazionare l'attuale contenzioso giurisdizionale - ha aggiunto infine l'esponente dell'Esecutivo -. Siamo impegnati, inoltre, nei confronti dello Stato, con parità di condizione e unanimità di consenso, indipendentemente dall'appartenenza politica, da parte di tutte le Regioni italiane, affinché si possa riuscire a trovare una soluzione, cercando di scongiurare quello che anche noi vediamo con preoccupazione nei confronti di queste aziende, in particolare quelle più piccole, per salvaguardare pure le competenze professionali, quindi i posti di lavoro delle persone che vi operano. Anche per scongiurare un altro rischio, quello del un blocco delle forniture, che sarebbe particolarmente preoccupante per la qualità del servizio". ARC/PT/pph

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