Domenica, 21 Luglio 2024
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Salute: Riccardi, su liste attesa nuove procedure per tutelare diritti

Perseguiti gli obiettivi di appropriatezza e sostenibilità

Trieste, 19 giu - "Sul problema del governo delle liste d'attesa ci sono due atteggiamenti che si possono adottare: la propaganda strumentale oppure la progettazione di soluzioni attuabili. Sapendo che in tutto il mondo questo è 'il' problema della sanità, abbiamo definito un percorso che, nel rispetto della legislazione vigente e dei diritti del cittadino, proverà a dare una risposta sostenibile ai bisogni della popolazione definendo le modalità di attuazione del diritto di garanzia".

Lo ha dichiarato oggi l'assessore alla Salute Riccardo Riccardi in sede di Consiglio regionale nel corso della discussione sulla mozione di minoranza in ordine alla richiesta di promuovere l'esercizio del diritto di garanzia sulle liste d'attesa.

"Consapevoli che questo, come già anticipato, è 'il' problema dell'organizzazione sanitaria non solo regionale ma internazionale - ha continuato Riccardi - e consapevoli che appellarsi al diritto di garanzia per il cittadino è un'azione insindacabile, avevamo già inserito la progettazione della risposta a questo problema nelle Linee annuali di gestione della sanità 2024 approvate con DGR il 19 gennaio scorso: quindi ben prima che la minoranza cercasse di utilizzare in modo strumentale questo tema".

L'analisi dell'esponente della Giunta regionale è continuata ricordando che, stando alle rilevazioni di Agenas, dal 2019 ad oggi, il numero delle prestazioni richieste è aumentato del 40%. "Questo ci fa capire che non possiamo continuare a rincorrere la domanda aumentando a dismisura l'offerta - ha spiegato Riccardi - perché il sistema sarà sempre un passo indietro se adotterà questa soluzione. Piuttosto occorre intervenire per prima cosa sull'appropriatezza prescrittiva: è proprio questo uno degli elementi che alimentano il problema".

"Meno prescrizioni, dunque, che non significa meno assistenza, quanto assistenza più organizzata ed efficace sul territorio là dove si origina il bisogno. La prossimità alla persona è già di per sé una prima risposta e la riorganizzazione della sanità territoriale è lo strumento attraverso la quale attuarla". Prima di esporre la soluzione all'accesso al diritto di garanzia, Riccardi ha ricordato che, in un tavolo di lavoro congiunto con le Aziende sanitarie, sono stati individuati gli altri punti sui quali intervenire: per prima cosa la cosiddetta pulizia delle liste d'attesa, ovvero la verifica che tutti i nominativi che formano una lista necessitino ancora di una prestazione.

"Dall'altra parte - ha aggiunto l'assessore - il tavolo congiunto ha voluto evitare le soluzioni adottate da alcune Regioni che, per il governo delle liste d'attesa, hanno previsto il meccanismo del 'galleggiamento': quando il cittadino chiede una prestazione, e non ci sono posti disponibili nella sua priorità, la sua richiesta viene parcheggiata in una lista di attesa 'secondaria' che permette di mantenere 'in vita' l'impegnativa congelando la sua priorità fino a quando non sarà trovato un posto disponibile. Questo meccanismo falsa i conteggi sull'effettiva risposta entro i termini alla prestazione e, spesso, si coniuga al fatto che non esista, a livello nazionale, uno strumento omogeneo di lettura dei tempi di attesa: ogni regione adotta standard e meccanismi propri non confrontabili".

La Regione ha dunque scelto un processo di accesso al diritto di garanzia del tutto singolare, il cui regolamento sarà approvato dalle Aziende sanitarie entro il 30 giugno prossimo e immediatamente reso disponibile alla conoscenza della cittadinanza.

"Abbiamo scelto una soluzione sfidante e innovativa per l'accesso al diritto di garanzia - ha specificato Riccardi - che prevede alcuni passaggi: per prima cosa la verifica dell'appropriatezza della prestazione. Superato questo primo passaggio, il CUP dell'Azienda sanitaria prenderà in carico la richiesta di prestazione del cittadino e verificherà la possibilità di dargli una risposta in un tempo che può andare dai 4 ai 40 giorni a seconda della priorità".

Da ricordare che la legislazione regionale prevede che l'offerta sanitaria ha valenza regionale: ovvero l'Azienda sanitaria può offrire al cittadino prestazioni in qualsiasi sua struttura, a prescindere dalla residenza della persona. La non accettazione dell'offerta in una struttura diversa da quella richiesta comporta l'immediata fuoriuscita dal percorso di garanzia. "I Cup verificheranno, quindi, per prima cosa la possibilità di dare una risposta nelle proprie strutture aziendali, verificando le disponibilità di concerto con i reparti. Per questo primo livello le Aziende potranno ampliare l'offerta eventualmente anche estendendo la libera professione con la predisposizione di agende di prestazioni aggiuntive oppure agende dedicate sul privato accreditato".

"Qualora l'Azienda sanitaria - così Riccardi - non riuscisse ad offrire la prestazione al cittadino entro i termini richiesti in altre sue strutture o ricorrendo alla libera professione, potrà autorizzare il cittadino, con specifica e circostanziata richiesta, a rivolgersi ad altre strutture accreditate o no, per ottenere la prestazione. I costi di questa prestazione saranno addebitati dall'azienda privata all'Azienda sanitaria, mentre il cittadino non sosterrà costi a parte il ticket, se previsto".

"Con questo percorso - ha concluso l'assessore alla salute Riccardo Riccardi - crediamo di aver sintetizzato un modello di accesso al diritto di garanzia che risponda effettivamente al bisogno del cittadino. Dall'altra parte, però, questa non può essere l'unica soluzione. Contemporaneamente le aziende stanno lavorando sull'efficentamento delle attività e delle prestazioni e, sul piano regionale, perseguiamo l'obiettivo di una riorganizzazione generale del sistema che comprima la frammentazione e la dispersione, altri due elementi che contribuiscono non poco al rallentamento della risposta al bisogno e all'abbassamento della sua qualità". ARC/COM/gg



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