SALUTE: RIQUALIFICATO PRONTO SOCCORSO OSPEDALE DI UDINE

Udine, 28 nov - Maggiori spazi a disposizione, più personale medico e infermieristico, un secondo Triage per meglio fronteggiare i picchi di afflusso, con la novità della figura dell'assistente di sala, per garantire il controllo dei più importanti parametri clinici delle persone in attesa. Al Pronto Soccorso dell'Ospedale di Udine si sono da poco conclusi rilevanti lavori di riqualificazione per migliorare la logistica, rendere più fluido e sicuro il lavoro del personale e di conseguenza ridurre i tempi di attesa dei pazienti, sia nella fase dell'accertamento delle problematiche che del trattamento.

"Un significativo passo avanti, un'altra tappa del lavoro che stiamo facendo per riorganizzare la nostra Sanità, guardando sempre alle esigenze dei cittadini", ha commentato l'assessore regionale alla Salute del Friuli Venezia Giulia Maria Sandra Telesca che oggi ha toccato con mano la nuova realtà organizzativa, accompagnata da Mauro Delendi, commissario straordinario dell'Azienda Ospedaliero Universitaria Santa Maria della Misericordia, dal direttore del Pronto Soccorso e Medicina d'urgenza Rodolfo Sbrojavacca e dalla dirigente infermieristica Maura Mesaglio.

"Abbiamo messo al centro dell'attenzione il tema dell'efficienza delle strutture di pronto soccorso, specie nelle grandi realtà ospedaliere, indirizzandovi opportuni investimenti e cominciamo a vedere i risultati", ha affermato l'assessore evidenziando la "forte iniezione di personale" con 14 infermieri e quattro medici in più, l'aggiunta di 280 metri quadrati, che significano cinque nuovi ambulatori e un'altra area di attesa, nuove attrezzature e, soprattutto, "un grande sforzo di innovazione organizzativa", che tra l'altro permette di ridurre gli affollamenti, accrescere la riservatezza dei cittadini.

Riferendosi all'assistente di sala Telesca ha quindi parlato di "un intervento che abbiamo fortemente voluto sia a Udine che a Pordenone e a Trieste e che sta dando ottimi risultati anche sul piano delle informazioni ai familiari dei pazienti". I dati sugli accessi al Pronto Soccorso di Udine danno la dimensione dell'impegno, assolutamente imponente, richiesto al personale. Circa 60.000 all'anno, suddivisi nelle diverse priorità cliniche: codice rosso per i casi più gravi, codice bianco per quelli meno urgenti, di persone che spesso si rivolgono alla struttura in maniera impropria e che, proprio per questo, spesso sono destinati a più lunghe attese.

Ed è proprio il tema dell'appropriatezza quello su sui sta insistendo la Giunta regionale, come ha ribadito oggi Telesca, lavorando per offrire alternative all'ospedale, in termini di servizi sul territorio. "Come previsto dalla Riforma della Sanità regionale stiamo costruendo una risposta più organizzata dei medici di famiglia, che sempre più lavoreranno in gruppo, assicurando così una più prolungata apertura degli ambulatori, e stiamo sviluppando i centri di assistenza primaria, con equipe multiprofessionali e servizi di diagnostica di base. Siamo a tre quarti del percorso, il 2016 sarà l'anno in cui saranno introdotte queste novità".

Dal canto suo il commissario Delendi, nel ricordare come il precedente intervento di riordino del Pronto Soccorso risalga al lontano 2001, e avvenga ora "dopo un milione di accessi", ha rilevato come la modifica degli assetti organizzativi abbia già consentito di migliorare il clima interno tra il personale, aumentare l'efficacia e la sicurezza delle prestazioni offerte, con una progressiva riduzione delle attese nelle aree critiche, e quindi essere già positivamente percepita da pazienti e familiari.

"Ringrazio la direzione dell'Ospedale e tutto il personale per aver dato pronta attuazione alle indicazioni della Regione", ha concluso l'assessore regionale alla Salute del Friuli Venezia Giulia.

ARC/PPD/EP



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