SALUTE: TELESCA, LATISANA HA ESIGENZE DIVERSE DA CAVALESE

Trieste, 4 agosto - Sotto il profilo delle esigenze sanitarie della popolazione, Cavalese non può in alcun modo essere paragonato a Latisana né per caratteristiche geomorfologiche, in quanto è in montagna, né tantomeno per la distanza che la separa dall'Ospedale di Trento, ben 62 chilometri, circa un'ora in automobile. Nessuna meraviglia che per quella località turistica sia stata concessa una deroga rispetto al parametro minimo dei 500 parti all'anno per il mantenimento del punto nascita.

Il concetto è espresso dall'assessore alla Salute del Friuli Venezia Giulia Maria Sandra Telesca in riferimento alle osservazioni del Comitato Nascere a Latisana. "Se un parallelo può essere fatto - spiega l'assessore - è Tolmezzo a essere assimilabile alle caratteristiche di Cavalese in quanto riferimento di una vasta area montana dalla quale sarebbe complicato raggiungere altri ospedali, come quello di San Daniele o di Udine. È questa la ragione - aggiunge Telesca - per cui stiamo perfezionando, per Tolmezzo, la richiesta di deroga rispetto al limite dei 500 parti, mentre per Latisana il Ministero della Salute ci ha ribadito che la deroga viene concessa solo in casi eccezionali, in particolare la distanza e quindi tempi di percorrenza e difficoltà dei collegamenti". Una situazione che, dunque, non può riguardare Latisana.

Di fronte poi alla considerazione di un consigliere regionale del Movimento 5 Stelle che l'Autostrada A4 è spesso bloccata, l'assessore sottolinea come in questa evenienza possa intervenire l'elisoccorso in quanto ora "l'elicottero è a disposizione, la piazzola per il volo diurno è già stata predisposta, l'adeguamento per il volo notturno è già stato finanziato e i lavori saranno presto avviati". Telesca, piuttosto, si rammarica per il continuo riferimento, diventato negli ultimi mesi una sorta di ritornello, sulle corse da Latisana verso altri ospedali, quasi fossero dei viaggi della speranza, delle fughe da una realtà inadeguata.

"Da più parti - evidenzia - si fa un continuo riferimento a possibili eventi avversi, sembra quasi evocandoli. Ma è un gioco pericoloso, volto a mettere in dubbio nei confronti dei cittadini l'efficienza delle nostre strutture sanitarie, la professionalità degli operatori, la bontà dei modelli organizzativi. E soprattutto si omette di ricordare - sottolinea Telesca - che da sempre eventuali urgenze/emergenze, a insindacabile giudizio del personale medico, vengono dirottate da Latisana sugli ospedali hub  che per la Pediatria sono Udine e il Burlo Garofolo a Trieste".

"Nella programmazione regionale - spiega l'assessore - Latisana è un Ospedale di rete, perfettamente attrezzato per esserlo. E come tutti gli ospedali di rete è funzionalmente connesso con gli ospedali hub  dove vengono garantite le prestazioni ad alta complessità".

Un aspetto, questo, su cui interviene il direttore generale dell'Azienda per l'Assistenza Sanitaria (AAS) n. 2 Bassa Friulana - Isontina Giovanni Pilati, che indica come "ancora con il punto nascita aperto, il 67 per cento dei pazienti pediatrici di Latisana già si rivolgeva ad altre strutture, prevalentemente all'Ospedale di Udine e al Burlo Garofolo di Trieste, vuoi per scelta delle famiglie vuoi perché inviati in quanto i casi più difficili da sempre vanno trattati negli ospedali hub ".

Il che non significa proprio che Latisana non abbia personale, posti letto o tecnologie adatte a effettuare un intervento chirurgico perché, come afferma Pilati, "se c'è un bambino che ha la necessità di un intervento chirurgico urgente la struttura di Latisana è perfettamente in grado di eseguirlo. Sta nella valutazione clinica dei medici decidere se operarlo a Latisana, inviarlo a Palmanova, a Udine o al Burlo. Una valutazione - ribadisce Pilati - esclusivamente clinica, fatta dai chirurghi insieme ai pediatri. Ma esiste la possibilità, prevista dai protocolli, di operare a Latisana".

Rispetto poi all'affermazione della presidente del Comitato Nascere a Latisana che una commissione ministeriale avrebbe espresso perplessità sull'adeguatezza delle sale parto e sul reparto di Pediatria dell'Ospedale di Palmanova, Telesca chiarisce che "la commissione non è ministeriale ma è regionale" e soprattutto smentisce l'affermazione che quell'Ospedale non sia stato accreditato.

"La commissione regionale - precisa l'assessore regionale alla Salute - ha accreditato Palmanova, con delle prescrizioni, per interventi già finanziati da attuare entro il 2019. Piccoli lavori di adeguamento che peraltro ci erano stati segnalati dalla stessa direzione generale dell'AAS n. 2. Del resto, tutti gli ospedali di competenza di quell'Azienda soggetti ad accreditamento hanno avuto prescrizioni. Non solo Palmanova, quindi, ma anche Latisana, Gorizia, Monfalcone. Tutto definito, previsto e finanziato nel piano d'investimenti 2016".

In sostanza, rimarca Telesca, "non c'è alcun problema di sicurezza delle prestazioni a Palmanova. Quel punto nascita è accreditato, può lavorare. La commissione ha solo indicato la necessità di lavori di adeguamento sia in quel reparto che in Medicina e in Chirurgia, lavori che saranno eseguiti". L'assessore regionale conferma infine che il Tavolo tecnico-politico su Latisana sarà attivato a settembre e "con la Conferenza dei sindaci ne definiremo la composizione".

ARC/PPD/fc

 



In Evidenza

I più letti della settimana

  • Salute: Riccardi, primo confronto su Rar con sindacati medici

  • Ristori: Bini, domani al via le liquidazioni a oltre 6mila richiedenti

  • Corpo forestale: Zannier, confermati funzioni e compiti

  • Friulano: Roberti, 27 audiovisivi per bambini strumento grande utilità

  • Demanio: Callari, in Fvg certezze per gli operatori balneari

Torna su
TriestePrima è in caricamento