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SOCIALE: SERRACCHIANI INCONTRA LE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO DEL TERRITORIO COLLINARE

San Daniele del Friuli (UD), 2 settembre - Ascolto, coinvolgimento, campagne di sensibilizzazione per reclutare più forze giovani, semplificazione burocratica. Sono queste le principali richieste che sono emerse dai rappresentanti del mondo del volontariato del territorio collinare nell'incontro che la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani ha avuto ieri sera a San Daniele del Friuli (UD) in un gremito Auditorium delle scuole medie.

A organizzare il momento di confronto, al quale sono state invitate le associazioni di volontariato in campo sociale che fanno parte del comprensorio dei 15 Comuni della Collinare, è stato il consigliere regionale Enio Agnola in collaborazione con Vittorino Boem, presente anche il sindaco Paolo Menis e Lorenzo Cozianin, già amministratore della Comunità Collinare.

"Dopo tre anni di lavoro e pianificazione sento la profonda necessità di toccare con mano l'attuazione delle riforme e rispondere ai bisogni che abbiamo ancora sul territorio, in un contesto sociale che è cambiato e sta cambiando con una velocità di cui nel recente passato forse non ci si era resi conto", ha osservato Serracchiani.

La presidente ha fatto riferimento, ad esempio, alle mutate condizioni sull'aspettativa di vita e al conseguente aumento esponenziale della quantità e complessità delle malattie croniche, o all'incremento della disoccupazione che dal 3,5 per cento del 2008 in pochissimi anni, nel 2013, era già in rialzo al 9/10 per cento, con ovvie ripercussioni sul carico di lavoro delle famiglie e anche al ricorso al servizio offerto dalle associazioni di volontariato.

Un'opera quotidiana e silenziosa di estrema importanza quella del volontariato, "ma che - ha ricordato Serracchiani - non può e non deve sostituire ciò che spetta fare al sistema istituzionale. Al volontariato è giusto chiedere aiuto, collaborazione, un percorso condiviso e sinergico per rispondere a tutto tondo ai bisogni della società sul territorio". "Occorre affrontare adesso, subito, i problemi e le esigenze che esprime il territorio perché prevenire è un'operazione lungimirante e di certo meno onerosa", ha aggiunto la presidente.

"In questo quadro, il Piano del sociale è la sfida di quest' anno per l'Amministrazione regionale e abbiamo cercato di giocarla assieme ai rappresentanti del mondo del volontariato, con un confronto serrato che ha coinvolto tutti e che deve continuare, nel rispetto della diversità della storia e dei bisogni dei vari territori di questa regione, analizzando e esportando buone prassi che alcune zone del Friuli Venezia Giulia hanno saputo portare avanti".

In merito alle procedure burocratiche, Serracchiani ha convenuto che va fatto un ulteriore sforzo "non per deregolamentare, ma per semplificare" e soprattutto per aggiornare alcune norme ai mutati bisogni sociali. Un esempio, è in tal senso, la norma regionale sul Servizio civile, che Serracchiani ha affermato "occorre sottoporre a una revisione", anche per consentire un maggiore e prezioso coinvolgimento dei giovani nelle associazioni.

"Non ci sono oggettivi problemi di risorse: i fondi ci sono, ma occorre spenderli bene. E questo deve diventare una missione collettiva, che coinvolge la responsabilità di tutti. È un lavoro di sfida del tutto culturale", ha ricordato la presidente, aggiornando il prossimo incontro di confronto in occasione dell'avvio ufficiale dei Centri di Assistenza Primaria (CAP), previsti dalla Riforma della Sanità regionale e "dove le associazioni - ha ribadito Serracchiani - potranno avere un ruolo importante".

Tante le associazioni che sono intervenute, tra le altre: Avulss; Fondazione Valentino Pontello, Casa Elena, Il Samaritan Onlus; Centro di Ascolto Caritas foraniale di San Daniele del Friuli; Gruppi Caritas di Majano e Buja; ANDI / Associazione Nazionale Dimagrire Insieme; Associazione EMET; Nostro domani; Rete ACAT Collinare; Associazione Semi di Vita; Associazione Crescere a Treppo; Donatori Sangue; Associazione Casa Mia (Moruzzo); Vicini di Casa, Croce Rossa Italiana (CRI).

Al termine degli interventi, anche l'esperienza di Luigino De Sabbata, amministratore di una cooperativa di produzione che impiega il 37 per cento di persone, prevalentemente donne, in condizioni di disagio e che ha sollevato il problema del mancato riconoscimento del valore e del ruolo che questo genere di cooperative svolge nel dare un ruolo attivo e una forte dignità sociale fondata sul lavoro alle persone in difficoltà.

ARC/EP/RM



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