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STATO-REGIONE: SERRACCHIANI, LA SPECIALITÀ È VEICOLO DI BUONA AMMINISTRAZIONE

Roma, 8 lug - "La specialità può essere uno strumento per declinare in maniera più efficace l'intervento su alcune materie rendendosi indispensabili per lo Stato attraverso la responsabilità e la buona amministrazione". Lo ha affermato la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, nel corso di un'audizione davanti alla Commissione parlamentare per le questioni regionali, che sta svolgendo un'indagine conoscitiva sulle problematiche concernenti l'attuazione degli statuti delle Regioni ad autonomia speciale.

"Lo strumento della specialità, se usato bene, è utile per i cittadini della nostra regione e dell'intero Paese" ha aggiunto la presidente. "Nel caso del Friuli Venezia Giulia gestiamo in modo autonomo e a carico del bilancio regionale la sanità, un settore che da solo vale 2,3 miliardi: questo è un esempio di come la specialità faccia fino in fondo il suo mestiere".

Nell'ottica delle riforme costituzionali del Senato e del Titolo V, secondo Serracchiani "bisogna trovare il modo per declinare la natura e la forma della definizione del regime pattizio che disciplina i rapporti tra lo Stato e le Regioni a statuto speciale, anche riadattando lo strumento della Commissione paritetica la cui esperienza, per quanto riguarda il Friuli Venezia Giulia, è fin qui positiva". In questo senso, ha aggiunto la presidente della Regione, il lavoro iniziato con il sottosegretario agli Affari regionali Gianclaudio Bressa "va nella giusta direzione ed è un'opportunità anche per riformare la disciplina delle norme di attuazione in modo da renderle più flessibili e utili nel rapporto Stato - Regione. Alla fine di questo lavoro mi auguro si possa apportare il nostro contributo alla riforma, facendo in modo che la specialità non venga interpretata come appiattamento ma come opportunità di rendersi indispensabili per lo Stato".

Serracchiani è tornata anche sul voto favorevole del Senato al disegno di legge costituzionale d'iniziativa del Consiglio regionale che modifica lo Statuto speciale della Regione sopprimendo il livello ordinamentale delle Province, definendolo "un passaggio molto importante" e ricordando come "nel frattempo abbiamo approvato una legge regionale di riforma degli enti territoriali assegnando le funzioni delle Province a Regioni e Comuni, anche in forma associata. In questo modo, unici in Italia, abbiamo effettuato dal 1° luglio il passaggio alla Regione delle competenze e dei dipendenti relativi ai centri per l'impiego e progressivamente faremo lo stesso in altri settori. Alla fine del percorso costituzionale - ha concluso la presidente - saremo in grado di arrivare all'effettivo superamento delle Province".

ARC/RU



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