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SVILUPPO SOSTENIBILE: MEETING UNSAB A TS SANCISCE RUOLO MONDIALE FVG

Trieste, 25 maggio - Garantire che le acquisizioni della comunità scientifica su temi fondamentali come i cambiamenti climatici, la sicurezza alimentare e lo sviluppo sostenibile siano recepite dai decisori politici mondiali e che gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030 siano applicati e monitorati tutelando le diversità antropiche e di ecosistema.

È stato questo il focus  del quinto meeting  del Comitato scientifico consultivo del Segretario generale delle Nazioni Unite (UNSAB) che si è riunito a Trieste e che oggi nella sede del Centro Internazionale di Fisica Teorica (ICTP) di Miramare ha vissuto una sessione aperta, preceduta da una conferenza stampa in diretta streaming.

La presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, ha manifestato l'orgoglio che Trieste abbia ospitato i lavori del quinto meeting  dell'UNSAB, a testimonianza dell'eccellenza dei centri scientifici del Friuli Venezia Giulia e del lavoro di coordinamento svolto dalla Regione su tutti gli istituti, regionali, nazionali e internazionali, che sorgono nel nostro territorio. A tale proposito è stato ricordato che è in corso di sottoscrizione il nuovo accordo tra Regione, Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR) e Ministero degli Affari Esteri (MAE) per la valorizzazione del Sistema Scientifico e dell'Innovazione del Friuli Venezia Giulia (SIS FVG) che risponde alla necessità di rafforzare il coordinamento delle reti scientifiche e di ricerca, accrescendo la condivisione dei servizi al fine di aumentare la capacità di azione.

Al panel  odierno, accanto a scienziati di importanza mondiale, sono intervenuti anche Vincenzo De Luca, vicedirettore generale e direttore centrale per l'internazionalizzazione del Sistema Paese e le Autonomie territoriali del MAE e il neopresidente del CNR Massimo Inguscio.

Durante la giornata di lavori è stato proiettato un messaggio del segretario generale dell'ONU Ban Ki-moon, che ha fortemente voluto l'istituzione del Comitato scientifico consultivo. Ban Ki-moon ha invitato a "porre speciale attenzione ai bisogni dei Paesi in via di sviluppo e più vulnerabili" e a far sì che le decisioni della politica "siano informate alla miglior conoscenza disponibile". L'interesse di trasferimento della conoscenza globale rivolto a tutti i Paesi del mondo è proprio una delle caratteristiche delle quattro istituzioni scientifiche che, con la partnership  della Farnesina, della Regione Friuli Venezia Giulia e del CNR, hanno accolto l'appuntamento ONU: l'ICTP, la TWAS (Accademia mondiale delle scienze per l'avanzamento della scienza nei Paesi in via di sviluppo) l'ICGEB (Centro Internazionale per l'Ingegneria Genetica e la Biotecnologia) e la IAP (InterAcademy Partnership).

Nel meeting  condotto da Fabiola Gianotti, direttore generale del CERN (Organizzazione europea per la ricerca nucleare), e da Flavia Schlegel, vicedirettore UNESCO delle Scienze naturali, relazioni e dibattito hanno fatto emergere temi di primaria importanza. Tra questi, la risposta che l'innovazione può dare al problema della limitatezza delle risorse disponibili sul pianeta e la necessità di un maggiore collegamento tra lo sviluppo scientifico-tecnologico e le imprese senza che sia pregiudicata la centralità della ricerca di base. Con particolare riguardo ai Paesi in via di sviluppo, le voci degli scienziati riunitisi a Trieste si sono levate a favore della creazione di reti di scambio di dati e conoscenze più forti e inclusive e sono state auspicate la promozione del ruolo delle scienziate e la necessità di tutelare i brevetti nei Paesi terzi.

Durante la sessione è stato evidenziato che l'impatto dei cambiamenti climatici è più forte sull'economia dei Paesi poveri e che è fondamentale investire sul capitale umano dei ricercatori e delle istituzioni scientifiche per affrontare risolutamente il fabbisogno alimentare delle zone del mondo esposte alla fame.

Per quanto riguarda il contenimento delle emissioni nocive, serve un coinvolgimento capillare che deve investire la coscienza di tutti, decisori politici, imprenditori e cittadini del pianeta. All'Università di Boston - è stato l'applaudito esempio della professoressa Maria Ivanova - sono stati gli stessi studenti a tassarsi con 30 dollari a semestre per ottenere la riduzione delle emissioni di anidride carbonica dell'Ateneo statunitense.

ARC/PPH/ppd



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