Martedì, 18 Maggio 2021
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TERREMOTO 76: SHAURLI, SINDACATO CONTRIBUÌ A SCELTE E COESIONE SOCIALE

Trieste, 15 settembre - "A quella straordinaria fase di coesione istituzionale e sociale che ha permesso, dopo il terremoto del Friuli del 1976, di definire in modo rapido ed efficace i provvedimenti più consoni alle necessità espresse dalla gente, un contributo molto importante lo ha dato sicuramente il sindacato". Lo ha detto l'assessore regionale alla Risorse agricole e forestali del Friuli Venezia Giulia Cristiano Shaurli intervenendo oggi a Venzone alla decima Festa regionale di LiberEtà, che quest'anno ha proposto il convegno dal titolo La contrattazione sociale nella ricostruzione e nello sviluppo socioeconomico dei paesi colpiti dal terremoto.

"All'interno di quell'articolato processo che va sotto il nome di Ricostruzione del Friuli - ha sottolineato Shaurli - il fattore di coesione sociale più importante fu la condivisione delle priorità, definite nell'ormai celebre ordine: prima il lavoro, poi le case, infine le chiese".

I sindacati hanno dunque svolto un "duplice e fondamentale compito", stimolando la politica a delegare prima alla Regione e poi ai Comuni, ovvero alle istituzioni più vicine ai cittadini, la gestione degli interventi, e poi agendo da anello di congiunzione con il tessuto sociale e produttivo nella fase delle decisioni più importanti.

Il Friuli Venezia Giulia anche per questa diffusa unità d'intenti fu dunque nella seconda metà degli Anni Settanta una notevole eccezione rispetto al contesto italiano, contraddistinto dalla grande contestazione, dal terrorismo e da pesanti vertenze e scontri tra i datori di lavoro e il mondo sindacale.

Poi, auspicando che il Modello Friuli possa fungere da esempio anche oggi, Shaurli ha voluto ricordare uno dei grandi meriti della ricostruzione di allora, ossia la scelta di ricostruire "dov'era e com'era" tenendo conto del fattore identitario dei paesi distrutti. "L'identità e il senso di appartenenza - ha sottolineato l'assessore - sono aspetti che se trascurati, lasciano alla gente un incolmabile senso di vuoto, e le scelte di allora hanno permesso di preservare un forte senso di comunità da cui ripartire ancora oggi a fronte di una crisi duratura che enfatizza al contrario egoismi e risposte singole".

Il convegno, organizzato dal Sindacato Pensionati Italiani (SPI) CGIL del Friuli Venezia Giulia, è stato introdotto dai saluti del segretario generale regionale dell'organizzazione Ezio Medeot e del sindaco del Comune di Venzone Fabio Di Bernardo. Oltre a Shaurli, sono poi intervenuti il segretario generale della CGIL regionale Villiam Pezzetta, il segretario di SPI CGIL del Friuli Venezia Giulia Gino Dorigo, il segretario della sezione di Pordenone Giuseppe Dario e infine Vera Lamonica, esponente della segreteria nazionale di SPI CGIL.

ARC/PV/ppd



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