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TERREMOTO FRIULI 1976: LA COMUNITÀ DI LIGNANO RICORDA IL VALORE DELL'ACCOGLIENZA DOPO LA ...

Lignano Sabbiadoro (UD), 15 settembre - "Questo Consiglio provinciale straordinario convocato oggi qui è quanto mai oppurtuno per ricordare quel legame di solidarietà che legò la comunità lignanese alle migliaia di sfollati dopo quella tremenda scossa del 15 settembre del 1976: è il simbolo di una coesione sociale che, oltre alla lungimiranza dell'impianto legislativo e organizzativo, è stata l'ingrediente fondamentale del Modello Friuli".

Lo ha sottolineato la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani intervenendo alla seduta straordinaria organizzata dalla Provincia di Udine nel Comune di Lignano, in occasione del quarantesimo anniversario del sisma, per commemorare i tragici eventi e onorare quanti hanno contribuito alla ricostruzione.

Rivolgendo un caloroso saluto a tutti gli amministratori e ai protagonisti di allora, in primis al senatore e già ministro Mario Toros presente in sala, ma ovviamente anche al commissario straordinario Giuseppe Zamberletti - che ha voluto testimoniare la sua vicinanza in occasione del convegno lignanese inviando una videointervista - Serracchiani ha dedicato un particolare ringraziamento a tutta la Protezione civile regionale e ai volontari che dal 24 agosto hanno ininterrottamente profuso la loro opera e professionalità in aiuto delle popolazioni colpite dal recente sisma in Italia Centrale.

Quanto al dibattito che vuole approfondire quanto il Modello Friuli abbia insegnato e soprattutto sia stato replicato, Serracchiani ha osservato come "oggettivamente è vero che non è sempre stato seguito". "Ci sono esperienze che non sono andate nella direzione virtuosa tracciata dal Friuli. Mi sento però di dire che nel caso dell'ultimo terremoto la situazione è diversa: il commissario Errani è stato scelto esattamente nel ruolo che fu di Zamberletti, i sindaci sono stati individuati come punto di riferimento della ricostruzione e dell'assistenza nel momento dell'emergenza, insieme ai presidenti delle Regioni. Credo quindi che qualcosa del nostro Modello Friuli sia arrivato", ha fatto notare Serracchiani.

Ad accogliere la presidente della Regione, i presidenti della Provincia e del Consiglio Pietro Fontanini e Fabrizio Pitton in una gremita Sala consiliare - presenti anche gli studenti dell'Istituto Tecnico Turistico di Lignano - è stato il sindaco Luca Fanotto.

"Quarant'anni fa la terra tornò a tremare violentemente. A quattro mesi dalla scossa che il 6 maggio 1976 distrusse il Friuli, il 15 settembre un altro terremoto segnò nuovamente un prima e un dopo. Qui a Lignano le varie comunità colpite si ritrovarono in un insieme di microcosmi che convivevano e si fondevano con la gente lignanese. Fu una grande occasione di coesione sociale e oggi il Comune è lieto di ospitare questo Consiglio provinciale per onorare e ricordare quella generosità", ha affermato Fanotto.

"Lignano è la nostra vera seconda casa", ha confermato il sindaco di Gemona Paolo Urbani, rendendo noto che il prossimo 25 settembre la città consegnerà, in occasione del quarantesimo del terremoto, il Tallero d'Oro nelle mani del sindaco Fanotto in segno di ringraziamento alla comunità di Lignano.

Nel corso della seduta sono intervenuti, tra gli altri, i presidenti Fontanini e Pitton, l'ex assessore regionale alla Ricostruzione Roberto Dominici, il già presidente del Consiglio regionale e amministratore tolmezzino Antonio Martini.

ARC/EP/ppd



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