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Università: Panariti, Fvg continuerà a investire in formazione

Trieste, 20 novembre - "La Regione ha investito con forza nel sistema universitario perché il lavoro di qualità appreso attraverso la conoscenza e lo studio permette di migliorare la qualità di vita delle persone. Quindi, seppur in un momento di scarsità di risorse, abbiamo stanziato ed erogato nel 2017 oltre 10 milioni per garantire il diritto allo studio".


Lo ha dichiarato l'assessore regionale all'Università, Loredana Panariti, intervenendo all'apertura del 94. anno accademico dell'Università di Trieste, il cui tema è stato "I giovani, l'Europa e il programma Erasmus".

Illustrando i risultati ottenuti dall'Ateneo, il magnifico rettore, Maurizio Fermeglia, citando le valutazioni Censis-Repubblica ha spiegato che "la didattica dell'Università di Trieste è a livelli eccellenti. Siamo riusciti ad aumentare il numero di neo immatricolati che per tre anni di fila è cresciuto in media del 8 per cento annuo. Rilevante, anche la percentuale del 9 per cento di studenti stranieri, più alta rispetto alla media nazionale". Fermeglia ha inoltre evidenziato che "il tasso di occupazione dei nostri laureati è di molto superiore alla media nazionale, così come è più elevata la retribuzione netta".

Toccando il tema della conoscenza, Panariti ha evidenziato come "la città di Trieste sia nata grazie all'arrivo di uomini e donne che usavano lingue diverse" ed ha rimarcato il fatto che in Friuli Venezia Giulia "non ci sono studenti idonei senza borsa di studio, perché avere studenti idonei senza borsa non sarebbe soltanto uno schiaffo al diritto allo studio, ma un problema democratico perché metterebbe in crisi l'eguaglianza delle condizioni. Tutti coloro che ne sono meritevoli devono avere l'opportunità di studiare, quindi anche se i fondi nazionali sono in calo la Regione continuerà ad investire affinché tutti abbiano le stesse opportunità. Il mio auspicio è che in futuro, anche grazie ad Esof 2020, le persone possano dire di essere venute a Trieste per vedere come si ricostruisce l'Europa".

Il vicepresidente della Regione, Sergio Bolzonello, a margine dell'evento ha chiarito "l'importanza di un sistema dei saperi che mantenga competitiva la nostra regione, riuscendo ad interloquire con le realtà produttive. L'Ateneo triestino ha saputo in questi anni dare risposte significative e la Regione continuerà a mettere in campo finanziamenti importanti per il comparto universitario".

La fondatrice del programma Erasmus, Sofia Corradi, ha ribadito "i meriti dell'Università di Trieste nella nascita del quel progetto", in particolare il ruolo del rettore Giampaolo De Ferra, e ha spiegato che "avere un'esperienza di vita e studio all'estero è sempre stato considerato utile nella formazione di una persona".

In una lettera inviata per l'occasione, la ministra dell'Istruzione, Valeria Fedeli, ha ribadito la grande occasione rappresentata per Trieste da Esof 2020 e ha sottolineato che "la candidatura non avrebbe avuto successo se Trieste non fosse già di per sé una città a forte vocazione europea, collocata in un'area di confine prima e di costante dialogo poi, fra Est e Ovest dell'Europa". Fedeli ha inoltre sottolineato di seguire con attenzione i progetti che la Regione sta attuando "per la piena valorizzazione del porto e delle infrastrutture di ricerca in una Regione che è riuscita a coordinare i suoi poli di eccellenza in un'unica rete efficace ed efficiente". ARC/MA/fc

 



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