VITIVINICOLO: SHAURLI, LA DOC INTERREGIONALE PER LA QUALITÀ DEL PINOT GRIGIO

Trieste, 1 mar - "La  Denominazione di Origine Controllata (DOC) interregionale per il Pinot Grigio rappresenta un'opportunità in termini di qualità, trasparenza e riconoscibilità internazionale". È la convinzione che oggi ribadisce l'assessore regionale alle Risorse agricole e forestali del Friuli Venezia Giulia Cristiano Shaurli a margine di un incontro con i giornalisti dedicato all'inaugurazione della manifestazione Ortogiardino.

"Alcune premesse sono doverose" afferma l'assessore. "La costituzione delle DOC, come delle Denominazioni di Origine Protetta (DOP), non parte da una iniziativa politica ma dai produttori, dalle loro organizzazioni e dalla necessaria raccolta di consenso e adesione".

"Nel caso della DOC interregionale vale ricordare che riguarda unicamente il Pinot Grigio e paradossalmente nasce da una richiesta che cerca di dare risposte alle perplessità oggi sollevate da chi è contrario; ovvero un abbassamento progressivo di qualità e prezzo del vitigno a oggi più diffuso, che peraltro i numeri, spesso dimenticati in agricoltura, certificano" aggiunge Shaurli.

L'assessore regionale ricorda come oggi su circa 1,6 milioni di ettolitri di Pinot Grigio prodotti all'anno tra Friuli Venezia Giulia, Veneto e Trentino, circa il 15 per cento viene imbottigliato come DOC mentre il resto è di Indicazione Geografica Tipica (IGT), "con rese, tagli e movimenti di uva molto più industriali e meno vocati alla qualità e con anche i nostri produttori che in maggioranza oggi imbottigliano IGT delle Venezie".

"Si tratta quindi di concordare disciplinari e controlli più stringenti e di mettere in trasparenza un vitigno molto diffuso che purtroppo ha perso molto della sua percezione di qualità" sottolinea Shaurli. "La DOC interregionale, è bene chiarire, proprio perché vuole un innalzamento qualitativo non impone rinunce alle denominazioni esistenti (si potrà continuare a imbottigliare Pinot Grigio DOC Collio o DOC Friuli) ma di fatto supererà solo l'IGT rappresentando una opportunità e un impegno in più in termini di qualità, marketing  e riconoscibilità internazionale".

L'esponente della Giunta regionale assicura che "la Regione per quanto di sua competenza ascolta e ascolterà tutti partendo ovviamente dalle rappresentanze di categorie e dalla filiera vitivinicola. In tal senso mi sono preso degli impegni precisi che ritengo di aver pienamente assolto: vi era il timore di uno strapotere del Veneto e l'associazione temporanea appena costituita ha nove componenti, tre per Regione. Il percorso è appena iniziato e ci saranno momenti di confronto e discussioni tecniche".

"Come sempre dichiarato - puntualizza Shaurli - è per me pregiudiziale l'ottenimento della DOC Friuli, in discussione da anni, e sono convinto sarà operativa per la prossima vendemmia grazie al lavoro fatto da tutti in questi mesi nonostante anche su questo non siano tutti d'accordo perché, si sa, c'è sempre un campanile e un identità ancor più piccola da difendere. Ho trovato una filiera vitivinicola e rappresentanze finalmente coese anche in grado di mediare e cercare sintesi, cosa non scontata. Mio compito è ascoltare tutti ma poi sostenere la maggioranza dei produttori purtroppo spesso meno visibile di una minoranza che comunque rispetto".

ARC/RU



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