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CAL, passa la linea Roberti

Approvato questo pomeriggio dall'aula il ddl che modifica la composizione del Consiglio delle Autonomie Locali

La Regione ha approvato il disegno di legge 8 "Disposizioni urgenti in materia di rappresentanza istituzionale degli enti locali e modifica alla legge regionale 12/2015". 

Il CAL (Consiglio Autonomie Locali) quindi non sarà più composto da un rappresentante per ciascuna UTI bensì in maniera diversa.

"La Regione e' composta prima di tutto dai Comuni. Dai Comuni partirà la riforma, non
certamente da delle Uti non rappresentative di tutto il territorio" ha dichiarato il capogruppo della Lega in Consiglio regionale Mauro
Bordin, durante la discussione in aula. 

"Il punto di partenza e' purtroppo disastroso - commenta Bordin -, quella di oggi e' una soluzione transitoria che intende restituire al Consiglio delle Autonomie Locali la rappresentanza di tutti i Comuni della Regione e solo allora potremo iniziare a
lavorare sulla riforma". "Tutti i Comuni saranno sullo stesso piano e non esisterà in
futuro di assistere a una divisione fra cittadini di serie A e cittadini di serie B. I comuni di Codroipo, Gemona del Friuli, Monfalcone, Sacile, San Daniele del Friuli e Tarvisio entreranno a far parte del Consiglio delle Autonomie Locali in attesa che venga eletto il nuovo CAL che rappresenterà i territori prescindendo dalle Uti, che sono destinate a essere superate. Si tratta dei Comuni più popolosi". 


 Dopo un lungo e articolato dibattito, il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza (26 i sì di Lega, FI, Progetto FVG, FdI/An; 14 i no di Pd, Open Sinistra FVG, Cittadini, Patto per l'Autonomia e l'astensione del MoVimento 5 Stelle), le disposizioni urgenti in materia di rappresentanza istituzionale degli enti locali (ddl n. 8) a modifica della legge regionale 12/2015.

Nel provvedimento, con le proposte modificative presentate dalla Giunta e accolte dall'Aula, prende forma la nuova composizione del Consiglio delle autonomie locali (Cal).

Il testo dispone che il nuovo Cal sia composto di diritto dai quattro Comuni ex capoluogo di provincia (Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine) e da 18 componenti elettivi individuati all'interno dei 18 ambiti territoriali.

Inoltre, per assicurare all'interno del Cal un'adeguata rappresentanza dei Comuni più piccoli, quelli con popolazione fino a 3.000 abitanti, si prevede la possibilità di ricorrere a elezioni suppletive qualora non siano stati individuate con la prima votazione, almeno due municipalità di questa tipologia. 
Alla votazione aggiuntiva partecipano solo i sindaci dei Comuni minori, suddivisi in due diverse conferenze per individuare rispettivamente un Comune montano e un Comune non montano.

La norma prevede che alle riunioni partecipi il sindaco del Comune componente del Cal, il quale potrà eventualmente delegare il sindaco di uno degli altri Comuni che, pur non facendo parte del Consiglio delle autonomie, siano compresi nel medesimo ambito. 

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