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Accoglienza profughi ad Aquilinia, Marzi: «Strumentalizzazione di paure comprensibili vengono trasformate in odio incondizionato»

La sindaco dispiaciuta dopo l'incontro pubblico tra cittadini e la prefetto Porzio: «La situazione non permetteva di relazionarsi nel migliore dei modi»

«L’amarezza maggiore non è cogliere la paura, quella è comprensibile, ma il disprezzo, la cattiveria, l’intransigenza, la violenza verbale che sembra poter sfociare da un momento all’altro in violenza fisica». È chiaramente dispiaciuta il sindaco Laura Marzi di fronte all’esito dell’appuntamento che ieri avrebbe potuto offrire la possibilità ad Aquilinia di confrontarsi a tu per tu con il prefetto Annapaola Porzio: «Un incontro voluto e gestito, infatti, proprio dalla Prefettura con l’intento di rispondere a ogni interrogativo mosso dai residenti, perché per loro l’evento era stato creato. Purtroppo così non è stato, perché nonostante la presenza di abitanti del rione, folto era il numero anche di persone provenienti dalla vicina Trieste, che hanno miratamente contribuito ad esasperare un clima che ha reso poi estremamente difficoltoso qualsiasi tipo di confronto produttivo».

«Un muggesano ha scritto “…gli imprenditori della paura: loro lo sanno, ma gli servono i voti. Più bugie, più voti. Più paura, più voti. Più odio, più voti”. Ed è proprio questo a cui si sta purtroppo assistendo anche a Muggia - sottolinea Marzi -, come d’altronde già successo in molti altri Comuni che prima di noi vi sono passati: alla strumentalizzazione di paure comprensibili che, indirizzate ad hoc a fini meramente politici, vengono trasformate in odio incondizionato».

«Non sorprende, quindi, il tentativo di estremizzare paure e animosità da parte di certi consiglieri dell’opposizione muggesani e di rappresentanti politici cittadini d’un tratto filomuggesani, che cercano di far leva sulla paura, strumentalizzandola in modo da alimentarla e ingigantirla - continua Marzi -. L’additare i migranti e i rifugiati come i colpevoli o una minaccia rispetto a problemi che già esistono internamente a livello sociale legati al lavoro e alla disoccupazione è stata un’argomentazione politica molto semplice da utilizzare e che subito ha portato vantaggi evidenti in termini elettorali».

«Ma non si vogliono però far carico del fatto che così facendo portano al disgregarsi di quei sentimenti che costituiscono, invece, il vero collante di qualunque comunità civile: la solidarietà ed il senso di responsabilità», ha sottolineato Marzi.

«Quella dei cittadini è una paura legittima, sia chiaro, di fronte peraltro ad una mediatizzazione fortissima degli effetti di un caos che fa notizia solo a suon di esempi negativi - ha evidenziato la sindaco -. «Gli stessi video che saranno riversati ad hoc in rete nelle prossime ore non faranno altro che cercare di rafforzare l’idea che Muggia sia una nuova Gorino. Ma così non è. Perché Muggia non è solo questo, è anche civiltà, solidarietà e umanità. Come la sua storia dimostra, è una città con un forte spirito di comunità, che dovrebbe manifestarsi anche nel confronto volto a raggiungere posizioni comuni nel condividere responsabilità di fronte a situazioni difficili».

«Mi spiace per tutti quei cittadini che, a causa della confusione prodotta da altri, sono dovuti rincasare senza aver potuto chiedere o sentire ciò per cui si erano presentati. Sia io sia la prefetto abbiamo cercato di essere il più disponibili possibile in sedi separate, ma la situazione non permetteva di relazionarsi nel migliore dei modi - ha continuato il sindaco -. Proprio alla luce della raccolta firme di Aquilinia, l’incontro di ieri si realizzava come il momento ideale per un confronto per queste persone, ma il messaggio che è invece passato è che il confronto non si voglia davvero e che solo si reclami come diritto a priori negato. L’incondizionata chiusura e intolleranza che questi cittadini hanno manifestato ieri è stata la tangibile dimostrazione di come qualcuno possa negare ad altri suoi concittadini il diritto ad essere informato, a poter confrontarsi ed esprimere il proprio pensiero. Si rivendica con forza un diritto a non essere prevaricati dallo straniero e lo si fa prevaricando i diritti di altri concittadini».

L’appello del sindaco va poi a tutti coloro che hanno un ruolo più o meno determinante nell’orientare e formare quella che un tempo si chiamava la pubblica opinione: «Non dimentichiamoci mai dell’enorme responsabilità che lo svolgere quel ruolo ci impone, specialmente in tempi come questi. Rischiamo di fare grandi passi indietro, non solo dal punto di vista civile, ma anche e soprattutto sul piano dei valori rispetto a quello che insegniamo ai nostri figli».

Nel frattempo su svariate pagine fb è stato condiviso un post: «In questa pagina ci sono circa 13mila simboli. Sono tutti rosa… o quasi. Qualcuno è di colore diverso…riesci a riconoscerli? Quanti ce ne sono? Per contarli forse ti dovresti aiutare scorrendo con un dito tutte le righe…magari se non te l’avessi detto non te ne saresti neppure accorto della loro presenza…Ce ne sono venti…ti disturbano così tanto? Perché Muggia è anche questo».

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