Mercoledì, 28 Luglio 2021
Politica

Accoglienza profughi, l'ultimatum della Commissione speciale: «Entro 15 giorni chiarezza sulle residenze»

Arriva la prima proposta del presidente Bertoli che manifesta dubbi sul pagamento della Tari e poi rivela: «Tra un anno e mezzo queste persone potranno chiedere le case Ater»

«Sono 974 le persone extra Sprar (90 gli Sprar) che al 30 novembre ci è stato detto essere accolti nel comune di Trieste, però siamo andati a interrogare l’anagrafe comunale e risultano iscritte invece 1500 (solo richiedenti asilo) e il fatto che più ci ha allarmati è che risiedono presso la Casa Comunale». Esordisce con questi dati il presidente della Commissione spaciale sui flussi migratori e l'accoglienza del Comune di Trieste, il forzista Everest Bertoli, ricordando poi che «la tassa sui rifiuti si paga al 50% in base ai metri quadrati di appartamento e l'altra in base al numero di persone residenti, quini facciamo fatica a risalire alla tassa rifiuti pagata se queste persone risiedono qui».

«La prima proposta è quindi rivolta ai soggetti gestori che per legge hanno l’obbligo di comunicare l’indirizzo esatto di residenza: 15 giorni di tempo per dichiararle, che siano alberghi, case private, non ci interessa; se ciò non verrà fatto che dovremo fal valere la legge sulle dichiarazioni mendaci che ha rilevanza penale», afferma Bertoli lanciando quindi una sorta di ultimatum a Ics, Caritas, Cooperativa 2001 e Libra che hanno vinto l'appalto da 11 milioni di euro relativo all'accoglienza del 2017. 

«Non potremo rivelare ancora tutti i dati della Commissione - ha specificato il presidente forzista - perchè i lavori della commissione sono stati prorogati e alla fine farò una relazione; inoltre c'è un altro bando in corso (da 12,7 milioni) per il 2018 e non vorremmo turbare l'asta». «Noi non ci mettiamo contro la Prefettura che rappresenta lo Stato, noi abbiamo fatto delle verifiche interne e come Comune abbiamo degli obblighi verso i nostri concittadini», conclude Bertoli.

Non solo Tari, ma anche servizio sanitario e case Ater

«Ci sono stati sette incontri, tre dei quali in Prefettura con Ics e Caritas, ed ecco la risposta per quelli che si chiedevano a cosa servisse la Commissione speciale: oltre all'aspetto della Tari, per esempio un nodo importante che abbiamo sollevato è quello della sanità regionale su cui i gestori scaricano l'aspetto medico nonostante l’appalto preveda altro; oppure - continua Bertoli -, c'è da sottolineare che per chiedere una casa all'Ater basta avere 2 anni la residenza in uno dei comuni regionali e tra un anno e mezzo queste persone che risiedono presso la Casa Comunale ne avranno diritto (e vi ricordo che hanno reddito pari a zero)».

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