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in foto l'ultimo sgombero del Silos a novembre 2016

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Accoglienza profughi sotto inchiesta: in Comune una Commissione speciale

La maggioranza e M5s chiedono la Commissione speciale. Schiavone (Ics) replica: «Questa è la macchina del fango: i dati possono essere reperiti in Prefettura»

Una Commissione speciale per avere il quadro completo del sistema di accoglienza, in particolare dei numeri di migranti. È questa la volontà della maggioranza in Consiglio comunale di Trieste (Lista Dipiazza, Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d'Italia), ma anche di parte dell'opposizione, ossia il Movimento 5 stelle che con il suo capogruppo Paolo Menis ha firmato la mozione che chiede l'istituzione dell'organo consigliare. Sarà il Consiglio comunale poi a decretare la composizione della stessa, che, va sototlineato, non prevederà gettone per i membri partecipanti alla stessa. 

Polidori (Lega Nord): «Valutare quali sono le carenze del sistema di accoglienza» 

«La richiesta è partita dalle critiche dell'Ics alla Questura sui ritardi nel rilascio del permesso di soggiorno con relativo allungamento della permanenza dei migranti in città, con le ricadute del caso - ha spiegato il capogruppo della Lega Nord Paolo Polidori -. Sarà un lavoro di approfondimento per valutare quali sono le carenze del sistema di accoglienza: io sono dell’idea che lo stesso Ics, con i ricorsi a difesa dei migranti, vada ad appesantire il lavoro della Questura. Ma non sarà solo un lavoro sui richiedenti asilo, la Commissione lavorerà in generale anche sui flussi migratori. Da sottolineare che tra i firmatari c’è anche Paolo Menis - ha concluso Polidori - e anche se le motivazioni saranno diverse, a me fa piacere vedere questa firma».

Giacomelli (Fratelli d'Italia): «Ci sono delle zone d’ombra di cui non ci sono dati né notizie»

«Ora i consiglieri comunali hanno un’enormità di dati in meno (spese e numeri in generale) perchè il Comune è fuori dalla convenzione Ics-Caritas e ora bisogna mendicare o leggerli sui giornali - ha sottolineato il copogruppo Fratelli d'Italia Claudio Giacomelli -. Ci sono delle zone d’ombra di cui non ci sono dati né notizie: quanti sono coloro i quali sono sul territorio che hanno già ottenuto lo status (tra l’altro saliti alla ribalta alcuni della cronaca nera) e che escono fuori dal sistema di accoglienza; tra l’altro è il numero di certo più ampio. Poi non sappiamo quanto gravano sulla spesa sanitaria regionale né quanti hanno il permesso di lavoro e se stanno lavorando, né dove vivono. Il Comune deve avere la conoscenza piena, ma ci vorrà anche la loro collaborazione dei soggetti preposti poichè infatti non possiamo obbligare nessuno a partecipare, né saremo Carabinieri che interrogano; vogliamo dare anche una mano per capire come siano finiti alcuni richiedenti o persone con il permesso di soggiorno nel giro dello spaccio: in tre mesi, in una città nuova, senza conoscere luoghi e lingua, come si può finire in questa struttura ben organizzata e relazionata?».

Rescigno (Lista Dipiazza): «Questi soggetti devono prendersi la responsabilità di gestire a dovere a queste persone»

«Vogliamo vederci chiaro. Vogliamo sapere cosa succede all’interno di questo circuito chiuso chiamato Ics: chi ci lavora può chiedere conto di quello che vede? Per esempio se vengono visti soldi o gioielli d'oro addosso ai migranti cosa succede? - ha chiesto Vincenzo Rescigno, capogruppo Lista Dipiazza -. Ricordiamo che sono stati spesi 11,5 milioni e questi soggetti devono prendersi la responsabilità di gestire a dovere a queste persone. Non dimentichiamo poi i 400 mila euro della Regione, altri 500 mila dal Governo… fondi infiniti per questa esigenza. Questa situazione sta creando situazioni di degrado e insicurezza: sono almeno 50 i reati commessi da migranti negli ultimi sei mesi per cui i triestini hanno subito un’esperienza indelebile della loro vita».

Camber (Forza Italia): «I fenomeni devono essere gestiti e quando le cose si sanno fanno meno paura»

«In perfetta concomitanza con il nostro arrivo il Comune non ha più informazioni. Lo stesso Schiavone su Facebook scriveva: “Come teniamo d’occhio 1200 persone?”. Noi chiediamo trasparenza a Questura, Prefettura, Ics e Caritas: tante volte è vero vengono fatti processi inverosimili, ma alcune volte vengono celate verità - ha detto il capogruppo forzista Piero Camber -. Ci sono tante domande: orari di rientro e di uscita? Quanti farebbero volontariato? Quanti frequentano i corsi di italiano che sono comunque pagati? Il raddoppio della commissione promesso da Minniti ci sarà in quanto tempo? I fenomeni devono essere gestiti e quando le cose si sanno fanno meno paura. La commissione vuole dare risposte serene ai cittadini, magari poi per indire nuovi bandi con paletti. Io sono sicuro che loro collaboreranno; me lo auspico, perchè chi non verrà celererà qualche responsabilità. Inoltre non sarà un tavolo di confronto, ma ascolteremo in diversi momenti i soggetti interessati».

Schiavone (Ics): «Si sta facendo una campagna politica»

«Questa è la macchina del fango, il vuoto della politica». Gianfranco Schiavone, presidente di Ics (Consorzio italiano di solidarietà), risponde all'agenzia Dire in merito alla formazione della Commisisone speciale: «I dati possono essere reperiti in Prefettura, non serve creare una commissione, e sono dati pubblici che si trovano anche sul sito del ministero e della Regione. Esistono già gli strumenti per fare le opportune verifiche, come la commissione trasparenza, e c’è la possibilità di fare una convocazione. Da parte dei consiglieri c’è la volontà di rimestare su questi temi per fare finta di fare qualcosa. Si sta facendo una campagna politica visto che non c’è nessun progetto per la città e per niente in generale. Ics accoglie persone che sono prive di risorse economiche, attualmente nel Comune di Trieste sono ospitati poco più di mille richiedenti asilo a cui si aggiungono quelli della rete Sprar gestita direttamente dal Comune».

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