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Accoglienza, Romoli: «A Gorizia non più di 100 persone. L’ipocrisia del falso lavoro»

Il sindaco Romoli commenta il sistema di accoglienza richiedendo che vengano applicati piani sulla distribuzione

«Non sono più accettabili rinvii, Stato e Regione applichino finalmente i piani per la distribuzione dei migranti evitando sovraffollamenti ingestibili e, soprattutto, da Roma, si diano disposizioni per attuare più velocemente le espulsioni di chi non ha diritto». A parlare è il sindaco, Ettore Romoli, alla luce degli ultimi arrivi in città di nuovi richiedenti asilo.

«A volte ho l'impressione che non ci si renda conto delle polveriere che si stanno alimentando in Italia- attacca- con una gestione del fenomeno devastante che non solo sta rovinando le città italiane ma creando addirittura risentimento e rabbia fra gli immigrati stessi com'è accaduto al Centro di accoglienza di Cona, in Veneto. Questo è il fallimento totale della politica migratoria. Il ministro dell'Interno, Marco Minniti, dopo aver ratificato l'accordo con l'associazione dei Comuni italiani per una distribuzione nelle città del 2,5 di richiedenti ogni mille abitanti ha anche sostenuto la necessità, nei giorni scorsi, di espellere velocemente i non aventi diritto. Ebbene, ciò che gli chiediamo è di attuare subito questi propositi perchè la situazione generale si sta facendo esplosiva e anche a Gorizia i numeri stanno nuovamente diventando preoccupanti. Anche la Regione deve fare la sua parte.
La governatrice, Debora Serracchiani, bontà sua, dopo tre anni, finalmente si è accorta che il disagio sociale sta superando il livello di guardia e chiede, a sua volta, di aumentare il numero dei rimpatri. Non basta. Purtroppo, in Friuli Venezia Giulia, tacciando di razzismo il sottoscritto e tutti coloro che lanciavano l'allarme in tempi non sospetti, si sono spalancate la porte agli arrivi dei rifugiati, arrivando a sostenere che questi facevano bene alla nostra economia. Poi è stato fatto un piano di redistribuzione dei migranti, simile a quello nazionale, rimasto però sempre lettera morta perchè non c'è la capacità nè la reale volontà di applicarlo. È ridicolo che periodicamente si tolga dal cassetto il piano per pubblicizzarlo e poi tutto torni come prima. Basta, siamo stufi. A Gorizia devono rimanere non più di un centinaio di migranti e perchè ciò avvenga daremo ancora battaglia. Una parola anche per i "luminari" dell'integrazione che ogni giorno, su facebook, ci spiegano che la soluzione di tutti i problemi è dare da lavorare ai richiedenti senza pagarli. Innanzitutto mi fa specie che dopo aver lottato per secoli contro lo schiavismo oggi lo si riproponga in versione di comodo, facendo lavorare gratis delle persone che sono venute da noi non certo per questo. Secondariamente, nel caso in cui avessi la possibilità di attivare posti di lavoro retribuiti, se non dispiace, li darei prima ai nostri concittadini, ovviamente a disoccupati, magari per la crisi, il cui benessere sembra interessare ben poco questi filantropi che parlano a pieni polmoni della dignità delle persone. Questa ipocrisia è davvero stucchevole, anche perchè attuata prevalentemente in malafede, solo per spostare l'attenzione dal vero problema: l'invasione che stiamo subendo»

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