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Sito di Acquario, Sindaco Nesladek: «È un traguardo importantissimo»

«11 maggio 2015 data dell'ultima Conferenza di servizi convocata dalla Regione FVG e in cui si è finalmente concluso un lunghissimo iter procedurale atto alla bonifica del terrapieno di Acquario». Nerio Nesladek: «Non abbiamo mai smesso di lottare e di impegnarci»

Una nota stampa del Comune di Muggia aggiorna sulla situazione «Acquario»: Un appuntamento che ha trattato il progetto definitivo-esecutivo redatto dal Comune di Muggia riguardante la messa in sicurezza permanente del sito ed i lavori di completamento necessari per la riconsegna delle aree alla balneazione e che si é concluso positivamente con il parere favorevole di tutti gli enti convocati salva qualche piccola prescrizione, relativa a finiture e ulteriori campionamenti ed analisi.

Felice il sindaco Nerio Nesladek: «È un traguardo importantissimo, per il quale non abbiamo mai smesso di lottare e di impegnarci affinché la costa potesse essere restituita a Muggia! Un obiettivo che riesce ad acquisire ancor maggior valenza se si pensa anche all'altro grande risultato ottenuto di recente relativo al progetto del tratto Porto San Rocco – Punta Olmi, che, insieme, permetteranno finalmente di intervenire sulla costa in modo significativo per tutto il territorio sia dal punto di vista della fruibilità balneare dei residenti sia dal punto di vista dell’avvio di attività economiche che nello sviluppo della costa troveranno un notevole volano».

Una storia difficile, quella di Acquario, con una situazione giuridica complessa sviluppatasi nel tempo in un lungo iter procedimentale.
Il tutto ha origine ormai ben 20 anni fa, quando la società Acquario s.r.l. entrò nella vita dell’area demaniale marittima compresa tra Punta Olmi e Punta Sottile al fine di costruirvi, una volta eseguitone l’imbonimento, uno stabilimento balneare con relativi servizi di supporto.

Un tratto costiero enorme, nel quale la società prevedeva l'apertura e l'esercizio di una discarica a mare di materiali inerti: un vasto interramento, cioè -esteso per una superficie di circa 28.800 metri quadrati, una lunghezza di circa 950 metri e una larghezza da 10 a 40 metri lungo la linea di costa e la strada costiera SP n. 14.- che, nel corso del 1998 e dell’anno successivo, senza il preventivo ottenimento dell'autorizzazione paesaggistica, vide comunque l’inizio lavori.

Ma ciò avvenne in prima istanza senza apparenti conseguenze se non una ovvia sanzione pecuniaria: con D.G.R. dd. 15/03/2002, n. 809, infatti, veniva comunicato l’accertamento che l’imbonimento non comportava danno al paesaggio ed all’ambiente interessati legittimandone, in tal senso, il suo mantenimento.
Nel gennaio 2003, però, a fronte di un accertamento effettuato dal comando dei Carabinieri per la tutela dell’ambiente – NOE di Udine si affacciò l’ipotesi di inquinamento nel momento in cui venne accertato che l’imbonimento era stato realizzato con materiali contaminati.

Arrivò, pertanto, nel novembre del 2006, dal Direttore centrale della pianificazione territoriale, energia mobilità e infrastrutture di trasporto, il diniego della concessione richiesta a suo tempo all’Acquario s.r.l. alla quale, con lo stesso decreto, veniva fatto obbligo di riconsegnare le zone concesse dopo averne ripristinato lo stato a proprie cura e spese.

Dal 2007, pertanto, dovendo provvedere in via sostitutiva all'intervento di messa in sicurezza d'emergenza, il Comune di Muggia dovette farsi parte attiva per restituire ai muggesani quel tratto costiero e, prontamente, conferì l’incarico al CIGRA dell’Università di Trieste per la redazione dei documenti necessari al proseguimento dell’intervento di bonifica e messa in sicurezza dell’area dal momento che i presunti responsabili non vi avevano provveduto.
Finalmente nell’aprile 2009 sembrò aprirsi il primo spiraglio quando il Comune di Muggia poté informare gli enti competenti del parere favorevole reso al Cigra relativamente all’esecuzione di 12 sondaggi ambientali in una unica campagna.

Il marzo successivo la Regione comunicò l’avvio del procedimento per la valutazione della «Caratterizzazione ed analisi di rischio sanitario ed ambientale del sito Acquario», documento valutato, di li a pochi mesi, dalla Conferenza dei servizi appositamente convocata, la quale richiedette ulteriori integrazioni.
La fine del 2012 fu protagonista dell’esame del progetto preliminare e di una Conferenza di servizi istruttoria che venne, però, sospesa in attesa di ricevere nuovi approfondimenti avendo riscontrato la necessità, prima di procedere con la progettazione, di approfondire le risultanze analitiche effettuando eventualmente anche un nuovo campionamento delle acque.

Una volta recepite le ulteriori integrazioni del Comune di Muggia, la conferenza dei servizi del luglio 2013 dettò le condizioni a cui il progetto definitivo avrebbe dovuto rispondere al fine di ottenere tutte le autorizzazioni necessarie e, provveduto alle ulteriori integrazioni, si è potuti giungere al vaglio del progetto definitivo-esecutivo.

«In tutta questa vicenda -evidenzia l’assessore Marco Finocchiaro- il Comune ed i cittadini sono la parte lesa! In questi intensi dieci anni, il Comune sostituendosi a chi ha causato l’inquinamento, come previsto nell’articolo 250 del Codice dell'Ambiente (D.gls 152/2006), si è adoperato per fare tutte le operazioni di caratterizzazione, analisi dei rischi, interventi urgenti di messa in sicurezza del sito, redigendo infine il progetto approvato in conferenza di servizi. Da ultimo, negli anni passati, sono state recepite e anticipate le opportune risorse finanziarie per attuare tutti queste operazioni, nella speranza poi di rivalersi su chi ha causato l’inquinamento, secondo il principio comunitario "chi inquina paga".

Il progetto di messa in sicurezza dell’area prevede ora un quadro economico di spesa in circa 5 milioni di Euro, 2 milioni dei quali utilizzati per la messa in sicurezza permanente del terrapieno ed i restanti 3 per le sistemazioni vere e proprie.

«Auspichiamo –ha concluso Finocchiaro-, che ci venga concessa la possibilità, per ovvie ragioni finanziarie di reperimento delle risorse di intervenire per lotti, confidando di iniziare entro l'anno uno stralcio funzionale di lavori, pari alle risorse previste nel bilancio 2015. Il tutto per riconsegnare almeno tutta la passeggiata a mare ed eventualmente i due parcheggi di testa del terrapieno alla balneazione e pubblica fruizione.»

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