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Addetti scarico caffè, Parisini: «Disponibilità per i lavoratori in esubero o con problemi di salute»

«Ricollocare una quota dei soci delle nostre tre cooperative attive nel ramo della movimentazione dei sacchi di caffè nella società interinale facente capo all’Autorità Portuale è una strada a nostro avviso percorribile, seguendo delle condizioni»

«Piena disponibilità a collaborare con l’Autorità di Sistema Portuale per dare risposta alle specifiche necessità di lavoratori in esubero o con problemi di salute, ma sempre nel rispetto dell’identità e delle funzioni delle cooperative operanti nel porto di Trieste».
Lo dichiara Dario Parisini, presidente della Federazione Cooperative e Mutue di Trieste, intervenendo sul dibattito relativo al futuro di decine di addetti alla movimentazione dei sacchi di caffè.
«L’ipotesi di ricollocare una quota dei soci delle nostre tre cooperative attive nel ramo della movimentazione dei sacchi di caffè nella società interinale facente capo all’Autorità Portuale è una strada a nostro avviso percorribile, a due condizioni: il riconoscimento delle funzioni della cooperazione nel contesto portuale, accantonando ogni tentativo di dare vita a campagne di acquisizione da parte di Aspt o di sue controllate nei confronti dei nostri soci, e la limitazione dell’opportunità in questione a situazioni derivanti da esuberi, problemi di salute o comunque da specifici accordi sottoscritti tra la cooperativa, il lavoratore e la società ex art.17».

«Il nostro spirito collaborativo - ammonisce Parisini - non potrà tuttavia prescindere, seppur nel rispetto delle normative e dei regolamenti, dalla tutela delle nostre associate. Tutela rivolta non solo al mantenimento ma all’accrescimento delle professionalità maturate per rafforzare la nostra presenza nell’ambito portuale».
«Fatta pertanto salva tale circostanza - conclude il presidente -, ribadiamo la nostra piena disponibilità a individuare gli strumenti più adeguati, in termini di patrimonializzazione e aggregazione delle cooperative, formazione dei lavoratori e investimenti tecnologici, al fine di rafforzare e migliorare qualitativamente la nostra presenza all’interno del sistema portuale».

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