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Amianto, la Situazione in Friuli Venezia Giulia

Pubblichiamo una nota stampa a firma di Lorenzo Lorusso, Coordinatore Regionale Osservatorio Nazionale Amianto per il Friuli Venezia Giulia. La storica sentenza di Torino ha opportunamente esaltato e valorizzato il certosino lavoro dell’ormai...

Pubblichiamo una nota stampa a firma di Lorenzo Lorusso, Coordinatore Regionale Osservatorio Nazionale Amianto per il Friuli Venezia Giulia.

La storica sentenza di Torino ha opportunamente esaltato e valorizzato il certosino lavoro dell'ormai mitico Pubblico Ministero Raffaele Guariniello, senza la sua estrema correttezza e l'impegno profuso in ambito di indagini preliminari questo processo difficilmente sarebbe arrivato a queste conclusioni, a questa sentenza che rappresenta un monito, per coloro che hanno ignorato o per quanti continueranno a farlo, il pericolo amianto.

Ciò premesso, quale coordinatore regionale dell'Osservatorio Nazionale Amianto, voluto e creato dall'Avvocato Ezio Bonanni, non posso non esprimere forti preoccupazioni, mie e di tutti gli aderenti al sodalizio, riguardo alla preoccupante situazione triestina. Nello specifico addirittura alcune amministrazioni statali, recentemente interpellate, hanno rifiutato persino di rendere note le condizioni epidemiologiche interne, adducendo opinabili motivazioni che diventano risibili di fronte ai decessi per mesotelioma della pleura che si sono verificati.

Tra queste amministrazioni c'è sicuramente la Guardia di Finanza, ovvero quella che ha collezionato un triste primato: 20 dipendenti iscritti nel Registro Regionale degli Esposti all'amianto, istituito dalla Regione Friuli Venezia Giulia; ben 4 decessi dovuti indubbiamente all'esposizione professionale alle mortali fibre di amianto-eternit e decine di finanzieri, graduati e sottufficiali affetti da malattie polmonari e respiratorie.

Un quadro clinico preoccupante che, a quanto pare, non ha minimamente turbato chi doveva prevenire ed avvisare del pericolo. Per queste ragioni alcuni senatori e deputati della Repubblica, in maniera bipartisan, nell'ambito delle loro interrogazioni parlamentari, hanno chiesto, al Ministro pro tempore dell'Economia e delle Finanze, quanto meno delle sanzioni disciplinari a carico di coloro che hanno negato il problema e persino il curriculum lavorativo a quanti ne avevano legittimamente fatto richiesta.

Si tratta, ovviamente, di alti ufficiali del Corpo di cui non occorre neppure fare i nomi, chi ha fatto il suo dovere non dovrà certamente preoccuparsi per le richieste dei parlamentari.

Siamo e siamo stati sempre fiduciosi nell'operato della Magistratura, ma recentemente è accaduto un episodio che non possiamo non segnalare all'opinione pubblica ed alla stampa. Nell'ambito di un ricorso presentato alla Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia da un graduato della Guardia di Finanza è stata scritta una sentenza dalla quale emerge una palese discrepanza sul periodo di esposizione documentato.

Un errore banale che però ha condizionato pesantemente l'esito finale dei relativi calcoli matematici, tanto da far esclamare a più di qualcuno - sempre nel massimo rispetto l'operato della Magistratura - ma la Corte dei Conti sa fare i conti? E' solo una battuta innocente e senza secondi fini ma che dovrebbe far riflettere anche chi affronta per la prima volta tematiche così importanti, legate alla vita delle persone.

Siamo certi che la Corte dei Conti "centrale", quella di Roma, alla quale l'Avvocato Bonanni ed il graduato della Guardia di Finanza hanno ricorso, correggerà il tiro e sovvertirà l'esito della causa di primo grado.

Noi, comunque, vigileremo sull'espansione del mesotelioma della pleura tra i lavoratori e continueremo a lottare per la salute di tutti.

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