Giovedì, 16 Settembre 2021
Politica

Amministrative, Bandelli - Rovis: «Solo uniti si vince, allargare tavolo programmatico a tutti»

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

L'attenzione emersa dalla lettera di Pierpaolo Roberti, a nome della Lega Nord, dimostra quella sensibilità che abbiamo potuto apprezzare durante questi mesi e che avremmo voluto fosse patrimonio di tutti. Certamente questo avrebbe aiutato molto più dei troppi silenzi che hanno costellato i momenti più importanti di questa fase di costruzione.

Innanzitutto, una precisazione importante a cui teniamo particolarmente: Un'Altra Trieste non è Franco Bandelli, Trieste Popolare non è Paolo Rovis. Sono entrambi  movimenti di persone che si sono ritrovate attorno ad un programma ed un modo di intendere la politica. Un'Altra Trieste nelle precedenti elezioni comunali ha raccolto oltre il 10% dei consensi. È un patrimonio di tante persone che hanno scelto di intraprendere questo percorso già dal 2009. Entrambi i movimenti contano su persone venute da percorsi diversi - politici, civici e chi alla prima esperienza - per dare un contributo a Trieste. 

Sappiamo che la tua correttezza, Pierpaolo, riconosce le ragioni di una proposta politica nata non per dividere ma anzi per rendere più solide le basi su cui proseguire una strada comune.

L'odea di un unico contenitore civico non nasce da una paura di contarsi che, come non c'è mai stata nel passato, è evidente non ci sia nemmeno ora. Al contrario, riteniamo avrebbe potuto rispondere a una impellente necessità di autonomia. 

La ragione per cui accogliemmo la proposta di costruirlo nasce dalla volontà di dare forza a un percorso che non può più essere in balia dei veti posti da partiti. Questo era il caposaldo, l’incipit che Roberto Dipiazza aveva condiviso con noi e che ci aveva spinti a intraprendere un percorso comune. All’improvviso e senza spiegazioni, qualcosa è cambiato e ne prendiamo atto.

Per tale ragione, Pierpaolo, siamo convinti che questo non è tempo di passi indietro ma di compiere un passo in avanti.

La vera questione è la direzione impressa a questo percorso: è l'opposto di ciò che abbiamo condiviso e porta diritti all'ennesima sconfitta. Non solo elettorale, ma la vera sconfitta di Trieste, ancora a rischio di immobilismo, ancora a rischio di scelte e logiche che partono da lontano per mantenere lo status quo.

Avevamo chiesto di parlare non di posti in lista ma di programmi, di come risolvere i problemi di questa città e sappiamo com'è andata. Eri presente assieme a noi, Pierpaolo, quando Dipiazza ha assunto, davanti a decine di persone, l'impegno di convocare un tavolo con l'intera possibile coalizione. Cosa è accaduto per portarlo a disattendere quella promessa quando, non più tardi di una settimana dopo, ha ritenuto di escluderci chiamando solo alcune forze politiche? Così è accaduto che lo ha fatto decidere di convocare la conferenza stampa di presentazione della sua candidatura senza invitare Un’Altra Trieste e Trieste Popolare?

Vogliamo vincere certo. Per restituire ai cittadini un governo capace di leggere il futuro e affrontare il presente. Vogliamo farlo - come tu giustamente rivendichi - per sottrarre Trieste ad una parentesi amministrativa che ha finito per anteporre una sorpassata visione ideologica alle priorità rimaste irrisolte. Proprio per questo, però, non possiamo far finta di nulla. Per rispetto dei nostri elettori oltre che per noi stessi dobbiamo ribadire la necessità di un cambio di rotta che rimetta al centro programmi e visioni politiche e abbandoni la strada scelta finora degli accordi sottobanco, degli incontri separati e delle concessioni gentilmente fatte dalle segreterie di Partito.

Un’Altra Trieste

Trieste Popolare

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