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Amministrative, ticket Roberti-Dipiazza: «Ho lasciato nel 2011 Trieste in salute, ora un disastro»

Questo il messaggio lanciato da Roberto Dipiazza e Pierpaolo Roberti al popolo leghista, riunitosi a porte chiuse per confrontarsi con il candidato sindaco e il suo vice in pectore sui temi della prossima campagna elettorale

«Ticket Dipiazza-Roberti per riconquistare il posto al centro dello scacchiere mitteleuropeo».

Questo il messaggio lanciato da Roberto Dipiazza e Pierpaolo Roberti al popolo leghista, riunitosi a porte chiuse per confrontarsi con il candidato sindaco e il suo vice in pectore sui temi della prossima
campagna elettorale. Più di cento persone che alla fine hanno applaudito il ticket che si propone di guidare Trieste fino al 2021.

Molti gli spunti offerti alla platea, dalle grandi opere alle politiche di rilancio turistico e culturale fino alla riqualificazione dei rioni e ai lavori di ordinaria manutenzione.

«Quando ho lasciato il Comune nel 2011 - ha spiegato l'ex primo cittadino - ho consegnato nelle mani del mio successore una Trieste in salute, ai primissimi posti nella qualità della vita e con molti interventi realizzati sia a livello infrastrutturale, per riposizionarla al centro dell'Europa, che urbanistico, per regalare a residenti e turisti una città più accogliente; oggi, dopo cinque anni, non c'è bisogno di spiegare alle persone quanto siano cambiate le cose, in peggio naturalmente. Ed è proprio per questo che ho deciso di rimettermi in gioco, rinunciando a un più comodo posto in Regione e sacrificando tempo prezioso ai miei affetti».

«Mentre il Pd perde tempo a farsi la guerra - ha insistito Dipiazza - io voglio guardare al domani, ragionando sulle possibili sinergie da avviare con Venezia e Padova e sull'importanza di avere un assessore che si occupi specificamente del reperimento di fondi a Bruxelles: solo così potremo intervenire a più ampio raggio su spese altrimenti insostenibili, vuoi per carenza di liquidità o per vincoli di bilancio."

Molti i titoli offerti anche sugli altri principali temi che animano il dibattito a Trieste.

La Ferriera? «Un buco miliardario per un prodotto con basso valore aggiunto, con l'aggravante dei danni che arreca alla salute dei cittadini».

Il Porto Vecchio? «Sono stato io il primo ad abbattere il muro, ma i Punti franchi andavano valorizzati e non spostati." Il rigassificatore? "Bocciato senza appello».

La sicurezza e la lotta all'immigrazione clandestina? «Priorità sulle quali l'amministrazione giocherà un ruolo di primissimo piano».

Posizioni, quelle di Dipiazza, che hanno raccolto il totale consenso del pubblico, sintetizzato nelle conclusioni di Pierpaolo Roberti. 

«La Lega, tra la tutela dei propri interessi e quelli della città, ha optato per i secondi e ha ritirato la propria candidatura, a supporto di un progetto unitario per restituire a Trieste il futuro che le è stato sottratto in cinque anni di malgoverno targato Pd. Dipiazza non rappresenta infatti solo un bel passato ma anche una garanzia per un futuro ricco di prospettive, fiducia e benessere. Il nostro senso di responsabilità - ha concluso l'esponente leghista - sia di buon auspicio a tutti, compreso a quel Partito Democratico che, non pago dei disastri compiuti, si sta scannando in piazza per una poltrona».

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