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Approvata delibera sul Porto Vecchio, M5S vota contro

Non c'è stata l'unanimità incoraggiata dal sindaco per "rendere credibile il progetto ai futuri investitori". Si è parlato di "momento storico per la città", entusiasmo di tutte le parti politiche nell'approvare le linee guida per la riqualificazione della "città fantasma"

Approvata in Consiglio Comunale con 33 voti su 39 la delibera sul Porto Vecchio, a esprimere contrarietà sono stati i 6 consiglieri del Movmento 5 Stelle. Unanimità sfumata ma caldeggiata dal sindaco Dipiazza “per rendere più credibile il progetto agli occhi dei futuri investitori e tenendo presente il momento storico che la città sta vivendo”. Stilare le linee guida nella riqualificazione della “città fantasma” è stato infatti motivo di grande emozione per molti consiglieri, come specificato in innumerevoli interventi.

Le perplessità del movimento 5 Stelle

A non convincere pienamente i 5 Stelle, da subito critici, è stata in primis l'apertura agli investimenti privati anche se un emendamento di Forza Italia, fatto proprio dalla Giunta, specifica che “il Comune di Trieste dovrà comunque detenere il controllo della Governance ovvero, nel caso di costituzione di società di capitali, almeno il 50%+1 delle quote/azioni”.

Come ha dichiarato la capogruppo pentastellata Elena Danielis: “Volevamo una gestione al 100% pubblica e un'area interamente dedicata allo sviluppo tecnologico, alle start up e all'innovazione visto che questa città possiede già il know how e le potenzialità necessarie. Sarebbe stato giusto procedere per obiettivi chiari e semplici e invece una parte del Porto Vecchio sarà adibita a residenze private, cosa che non avremmo escluso in un futuro, ma inizialmente tutto lo spazio avrebbe dovuto essere dedicato allo sviluppo tecnologico ed economico. Per questi motivi il nostro voto sarà negativo”.

Favorevoli, invece, i restanti gruppi d'opposizione, anche in merito agli investimenti e alle residenze private poiché, come specificato da Sabrina Morena (Open FVG) e Maria Teresa Bassa Poropat (Cittadini) “la percentuale dell'area da dedicare alle residenze private sarà limitata, intorno al 10%”. Da non sottovalutare il fatto che solo due dei sette emendamenti proposti dal Movimento 5 Stelle sono stati fatti propri dalla Giunta, mentre ciò è accaduto per cinque dei sei avanzati dai consiglieri di area Dem e per tutti i quattro proposti da Forza Italia. 17 in tutto gli emendamenti, di cui 11 fatti propri dalla giunta e 6 respinti in seguito a votazione.

Linee guida

L'assessore all'urbanistica Luisa Polli ha illustrato le linee guida sulla ripartizione dei 66 ettari a disposizione: “Ci sarà la parte museale, legata all'emendamento Russo e all'erogazione dei fondi per la riqualificazione della zona, c'è l'area di demanio portuale in cui continua a vigere il piano regolatore portuale, c'è la zona a sistema ludico-sportivo verso il terrapieno di Barcola e la parte a sistema misto con un'ampia flessibilità rispetto alla destinazione d'uso”.

Il partito del "no se pol"

Il consigliere Marco Toncelli (Pd) ha sottolineato l'importanza della sdemanializzazione come una: “Piccola rivoluzione dopo l'emendamento Russo del 2015”, ricordando come inizialmente fosse stato accolto da “Timore e contrarietà. Ora mi auguro che quel tempo sia passato, verso il superamento del trasversale partito del 'no se pol', aprendo le porte anche ad aziende private, perché da soli non possiamo farcela”.

Interventi nel centrodestra

“Trieste sta cambiando - ha poi dichiarato il consigliere Everest Bertoli (Lega) – è importante accettare questo vento di cambiamento in nome di un'area che potrà essere volano per la città, anche in continuità con il lavoro fatto dalla precedente amministrazione e cogliendo un'occasione iniziata 4 anni orsono”. Per sottolineare le enormi potenzialità del sito Bertoli ha poi dichiarato che “inizialmente si è parlato di investimenti oltre il miliardo di euro, non sostenibili da un unico soggetto pubblico”.

Grende l'entusiasmo del consigliere Fabio Tuiach (Gruppo misto) "Sono un portuale da 20 anni e non posso che essere felice per le nuove possibilità che si aprono, non capisco come si possa essere contrari" e del consigliere Salvatore Porro (FdI), che ha richiamato l'attenzione sul Centro Congressi nei magazzini 27 e 28: "Così animeremo la 'città fantasma'. Come Fratelli d'Italia chiediamo che siano presenti all'interno dell'area una centrale del 118, e sarebbe bello ci fosse anche una chiesetta".

Interventi nel centrosinistra

Sabrina Morena (Open FVG) ha invece espresso entusiasmo ed emozione per “essere entrata in consiglio in un momento così importante” e ha esortato a vigilare per non incappare in “eventuali infiltrazioni mafiose e investimenti privati che potrebbero partire e poi bloccarsi”, mentre Maria Teresa Bassa Poropat (Cittadini) ha suggerito di creare “una sorta di brand, un marchio che dia continuità e coerenza alle varie attività che sorgeranno nell'area del Porto Vecchio”.

La consigliera Laura Famulari (Pd), pur riconoscendo che si tratta di una “delibera d'indirizzo”, ha avanzato delle perplessità: “Nulla di quello che vedo nella delibera è sbagliato, ma molto non viene detto e ci sono ancora troppi punti generici. Non si parla delle fonti di finanziamento né dei costi e dei mezzi con cui si arriverà a riqualificare un capitale immenso, dai 3 ai 5 miliardi”. Famulari ha inoltre segnalato l'urgenza di “far fronte alla grave crisi demografica in cui versa Trieste, basti pensare che abbiamo 70mila abitanti in meno rispetto alla prima metà del secolo scorso. Auspico che il Porto Vecchio possa servire a ripopolare la nostra città”.

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