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L a Regione Istituisce a Trieste lo Sportello Informativo Regionale per la Comunita' Serba

Approvata all'unanimità - 36 voti favorevoli - la legge che istituisce a Trieste uno sportello informativo per la comunità serba presente nel territorioregionale.      Il provvedimento, illustrato all'Aula da Piero Camber (Pdl), Franco Codega (PD)...

Approvata all'unanimità - 36 voti favorevoli - la legge che istituisce a Trieste uno sportello informativo per la comunità serba presente nel territorio
regionale.
Il provvedimento, illustrato all'Aula da Piero Camber (Pdl), Franco Codega (PD) e Roberto Antonaz (SA-PRC)- tutti relatori di maggioranza dato il voto unanime già in Commissione - viene giudicato quantomai opportuno dal momento che interessa la comunità più numerosa a Trieste fra le 128 presenti, formata da
5800 residenti e circa 8000 non residenti.

Piero Camber, primo firmatario della proposta sottoscritta anche dai capigruppo di Pdl, LN e UDC, ha ricordato le vicende seguite alla caduta del Muro di Berlino e alla guerra implosa nella Repubblica di Jugoslavia, le difficoltà nei rapporti politici tra i due Paesi confinanti e via via l'intensificarsi degli interscambi economici, specialmente grazie alle aziende di import-export che svolsero un ruolo importante nel superamento di una barriera confinaria che fino ad allora sembrava insormontabile.

Anche la carenza di determinate figure professionali aprì la porta a centinaia di cittadini serbi, e pure montenegrini, bosniaci e macedoni.

Da allora il numero di questi lavoratori è costantemente aumentato, portando Trieste a essere, nel contesto italiano, una delle realtà con la percentuale più alta di stranieri - quasi il 10 % - rispetto alla popolazione residente.

Una discreta parte di questi si è pienamente integrata nella vita sociale della città: lavorano, frequentano associazioni e circoli culturali, mandando i figli a scuola, li iscrivono a società sportive.

Oltre ai casi di perfetta integrazione, rimangono i problemi di carattere sociale, economico e culturale che comunque tutti gli stranieri devono affrontare, in particolare i serbi, essendo la comunità più numerosa. Necessario quindi uno sportello informativo che faciliti la comunicazione con le istituzioni locali e che possa essere apripista per altre realtà presenti sul territorio regionale.

Per Franco Codega, a rendere opportuna la creazione dello sportello, c'è la secolare presenza dei serbi in città, che con i loro empori e commerci hanno contribuito a fare grande.

A riprova dell'integrazione positiva, ha ricordato la richiesta presentata nel 2007 dal presidente della comunità Serba Stojicevic al Governo italiano di riconoscimento di minoranza linguistica, il cui ottenimento permetterebbe di coronare l'aspirazione della comunità di riaprire la scuola privata fondata nel 1782 grazie alla donazione di un loro benefattore.

Senza contare che la chiesa Serbo Ortodossa in piazza Ponterosso rappresenta uno dei simboli più significativi della Trieste multietnica e multireligiosa.

Peccato, ha concluso, che non vengano prese nella stessa considerazione altre comunità comunque numerose.

Infine, Roberto Antonaz ha evidenziato come il Friuli Venezia Giulia sia una regione nella quale da sempre popolazioni diverse per lingua, cultura, religione, originarie di aree geografiche anche molto distanti tra loro, si sono incontrate e incrociate e come questa caratteristica abbia rappresentato una ricchezza e sia una parte consistente della nostra specificità. Il progetto di legge che intende istituire a Trieste uno sportello informativo per la Comunità serba va giudicato positivamente perché riconosce il ruolo di una delle comunità storiche più radicate sul territorio regionale e perché si inserisce nella strada di un sempre migliore rapporto con le comunità straniere.



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