Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica

Armi alla Polizia locale, Sapol-Cisal e Ugl: «Non siamo esaltati, ma operatori al servizio della comunità»

Le organizzazioni sindacali chiariscono alcuni punti sull'armamento degli agenti e illustrano la loro proposta di emendamento per garantire un uso sicuro e ottimale degli armamenti

«Assistiamo un poco perplessi alla querelle di moda in questo periodo sugli organi d’informazione: L’armamento di 100 operatori della Polizia locale di Trieste”». Così si esprimono le sigle sindacali Sapol-Cisal Fvg e Ugl sull'argomento, e ribadiscono al proposito alcuni concetti: «L’armamento di un Corpo della Polizia Locale è pura competenza delle istituzioni politiche e passa attraverso una pronunzia del Consiglio Comunale, e inoltre l’armamento non è una filosofia di vita ma uno strumento lavorativo utilizzabile da chi svolge compiti di tutela della sicurezza dei cittadini rispetto le condizioni in cui svolge tale servizio».

I sindacati dichiarano inoltre di aver avanzato una proposta di emendamento nella quale viene specificato che: «l’armamento deve riguardare tutti gli appartenenti, e non singole parti, del Corpo in quanto è garanzia di tutela per l’incolumità degli operatori. Deve essere garantita pari dignità contrattuale a chi per scelte proprie decide di non accettare di essere armato e viene dislocato ad altro servizio. Bisogna che sia fatta una adeguata formazione e preparazione del Personale che userà le pistole. Viene predisposta una adeguata indennità, come previsto dal nuovo CCRL, che riconosca l’esposizione al rischio dell’uso dell’armamento».

«Altre cose e pensieri non ci interessanno - continuano Sapol Fvg e Ugl - e legittimamente appartengono ad altri soggetti sociali. Però vorremmo ribadire un concetto: stante che i Vigili Urbani non esistono più da 32 anni, usate nei nostri confronti la cortesia di non dileggiare chi non è e non vuole diventare sceriffo o esaltato rambo che appena sarà dotato di pistola sparerà a destra o a manca. Siamo solo e soltanto operatrici ed operatori di Polizia Locale che lavorano nell’interesse della comunità - concludono -, in silenzio ed esponendosi a rischi che probabilmente non sono noti ai più».

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