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Ater, Dal Zovo (M5S) «Canoni anche superiori a quelli praticati dal libero mercato»

Continuano le polemiche a proposito dell'introduzione del nuovo Indicatore della situazione economica equivalente (Isee) ed all'introduzione di tutti i correttivi necessari, tra cui una modifica urgente del nuovo Regolamento di esecuzione

Non si placano le polemiche nemmeno dopo le spiegazioni e gli interventi urgenti che la giunta Serracchiani ha presentato dopo la mozione del MoVimento 5 Stelle (la n. 252) depositata in Consiglio regionale il 23 febbraio 2017 e diretta a verificare le situazioni sperequative createsi in conseguenza all’introduzione del nuovo Indicatore della situazione economica equivalente (Isee) e a introdurre tutti i correttivi necessari, tra cui una modifica urgente del nuovo Regolamento di esecuzione, approvato dall’esecutivo regionale lo scorso 26 ottobre e che ha comportato la situazione attuale.

«Dopo aver interpellato tutte e cinque le Ater per conoscere in quale misura siano stati registrati aumenti rispetto ai precedenti canoni in uso e quante famiglie siano state interessate da questi aumenti, nonché quale percentuale sia riferibile alla rivalutazione delle rendite catastali e quale percentuale sia riferibile invece all’applicazione dei criteri correttivi regionali, abbiamo ottenuto risposte evasive per giustificare la grave situazione creatasi - attacca la consigliera regionale del M5S Ilaria Dal Zovo -. L’assunto della giunta Serracchiani è questo: “l’intervenuto cambio di paradigma di classificazione degli assegnatari, da redditi Irpef ad Isee, rende di fatto non compatibili le situazioni ante e post riforma”».

«Il mistero assoluto sul numero di famiglie coinvolte, da parte proprio delle Ater, istituite per dare risposta all’esigenza abitativa soprattutto a beneficio dei cittadini che si trovano nell’impossibilità di accedere al mercato privato, mettendo a disposizione alloggi in affitto a canone sociale, ci ha costretto a presentare una interrogazione urgente durante l’ultima seduta d’Aula. La risposta - rivela la consigliera pentastellata - è stata la seguente: “se qualcuno ha subito un aumento per un Isee che lo ha attribuito ad una fascia diversa a quella precedente, c’è qualcuno altro che invece ha avuto una riduzione che ha compensato l’altrui aumento, lasciando invariato il gettito complessivo. Quindi nessun aumento ma una redistribuzione in base all’Isee”. Una risposta sconcertante - sottolinea Dal Zovo -, non solo perché dimostra che per la giunta Serracchiani l’analisi dell’impatto della regolamentazione (Air) - che si ricorda è un percorso logico che le amministrazioni devono seguire nel corso dell’istruttoria normativa al fine di valutare l’impatto atteso dalle nuove disposizioni - è una pratica sconosciuta, ma soprattutto perché ciò che importa al governo regionale è l’invarianza di gettito per le Ater».

«Poco importa, pertanto, se migliaia di famiglie si sono ritrovate con canoni sociali anche superiori a quelli oramai praticati dal libero mercato! A maggior ragione quando la modifica da Irpef a Isee è stata introdotta ancora nel 2014 e quindi c’era tutto il tempo per fare le simulazioni del caso e proporre dei correttivi, anziché stanziare 2 milioni di euro per porre rimedio a un problema causato ai cittadini di questa regione dal’amministrazione stessa. Il contributo verrà quindi destinato ai nuclei familiari composti da una sola persona, proprio quella fascia - conclude la consigliera del M5S - che doveva invece essere tutelata dalla norma».

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