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Paolo Panontin, foto di repertorio

Paolo Panontin, foto di repertorio

Autonomie locali, Panontin: «160 milioni in 3 anni per sviluppo Unioni»

I piani predisposti dalle diciotto Unioni sono finalizzati a superare criticità delle specifiche aree territoriali e a svilupparne le potenzialità

La Giunta regionale, su proposta dell'assessore alle Autonomie locali e al Coordinamento delle riforme Paolo Panontin, ha approvato in via definitiva l'Intesa per lo sviluppo regionale e locale 2018-2020. Le risorse regionali per il triennio 2018-2020 finalizzate alla realizzazione degli interventi di area vasta per l'Intesa relativa al medesimo triennio previste dalla legge regionale di stabilità 2018 ammontano a 20 milioni di euro per l'anno 2018, 40 milioni di euro per l'anno 2019 e 40.234.666,73 euro per l'anno 2020 per complessivi 100.234.666,73 euro.

Quest'ultimo importo va integrato con le quote di avanzo non vincolato delle ex Province di Gorizia, Pordenone e Trieste assegnate nel 2017, che ammontano a 27.047.187,46 euro, risorse una tantum che le Unioni territoriali intercomunali potranno utilizzare a titolo di cofinanziamento. I 20 milioni di euro stanziati dal bilancio regionale 2018 e coperti con ricorso a mutuo possono essere utilizzati per finanziare esclusivamente spese di investimento. Considerando che la scorsa estate per l'avvio delle intese erano già stati stanziati 13,5 milioni, la dotazione complessiva del nuovo meccanismo supera i 140 milioni nel triennio 2018/2020.

Inoltre, per effetto del cofinanziamento delle amministrazioni comunali partecipanti alle Unioni con risorse proprie per circa 20 milioni di euro, la mole degli investimenti sul territorio lievita a 160 milioni di euro nell'arco di tempo considerato. In generale, i Piani predisposti dalle diciotto Unioni sono finalizzati a superare criticità delle specifiche aree territoriali e a svilupparne le potenzialità.

Particolare rilevanza riveste l'ambito della promozione del turismo, in particolare del turismo cosiddetto "lento". Tra le altre priorità emergono gli interventi di messa in sicurezza del territorio e di messa in sicurezza e recupero degli edifici pubblici (per questi ultimi anche in un'ottica di risparmio energetico) e la valorizzazione del patrimonio storico e artistico. Significativa attenzione è riservata anche agli interventi dell'area del welfare. 

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