Domenica, 21 Luglio 2024
Politica

«Bandiera Jugoslava in piazza Unità, mozione di censura bocciata dalla maggioranza»

Lo riferisce in una nota Lorenzo Giorgi, consigliere comunale di PdL- Forza Italia: «La mozione presentata era volutamente equilibrata e svuotata di pesanti riferimenti politici proprio per dar modo a tutti di votarla»

«Perchè?? Non è capibile perchè la maggioranza vuole sempre fare la prima della classeIl PD ed i suoi cespugli chiedono sempre passi indietro all'opposizione (quella che rappresenta metà della città) ma non concedono mai nulla». Lo riferisce in una nota Lorenzo Giorgi, consigliere comunale di PdL- Forza Italia.

«La mozione presentata - continua la nota -  per condannare (come hanno d'altronde fatto il Sindaco, i sindacati, i triestini compresi tantissimi appartenenti alla minoranza slovena) l'inutile ed offensiva esposizione in Piazza Unità d'Italia della Bandiera Jugoslava, proprio nel giorno del settantesimo anniversario dell'inizio di quella macabra e triste occupazione, era volutamente equilibrata e svuotata di pesanti riferimenti politici proprio per dar modo a tutti di votarla (comunisti esclusi ovviamente, si sa loro son rimasti indietro di cinquant'anni)».

«Eppure il documento - spiega Giorgi - è stato bocciato. Cosa non ha gradito il PD??? Non certo lo sdegno, che viene espresso anche nella loro mozione; non posso pensare la valutazione di verificare eventuali illeciti, sarebbe incapibile. 
A questo punto l'unico motivo può essere quello di non condividere le premesse della mozione (altrimenti resterebbe solo il fatto che non è stata da loro presentata e sarebbe illogicamente triste e pesante); a questo punto però è necessario un chiarimento fra i consiglieri di maggioranza ed il proprio Sindaco, visto che le premesse della mia mozione non sono altro che un copia ed incolla di quanto, sulla vicenda, è riportato su RETECIVICA, cioè il sito ufficiale del Comune di Trieste che loro stessi governano..(link  https://www.retecivica.trieste.it/triestecultura/new/musei/foiba_basovizza/default.asp?pagina=foibe_4), quando infatti ho ribadito in aula questo concetto (una piccola trappola dirà qualcuno) la cosa ha suscitato profondo imbarazzo nei consiglieri della maggioranza. Nonostante questo il voto è stato negativo..O Cattiva coscienza, o profonda superbia oppure, non lo vorrei pensare, un legame ancora troppo forte con una parte dell'elettorato (sempre più risicato) che si riconosce in simboli di morte cancellati e seppelliti dalla storia».

Ecco il testo della mozione
Oggetto: 1 maggio 2015

Premesso che il 30 aprile 1945 il presidente del CLN don Edoardo Marzari diede l’ordine di insurrezione, in piena adesione con quanto ordinato quattro giorni prima dal CLN Alta Italia, atto che permise di far nuovamente sventolare il tricolore Italiano sul pennone del Municipio di Trieste.

Constatato che però nella mattina del 1 maggio entrò a Trieste un reparto corazzato jugoslavo che nonostante il tentativo di mediazione del CLN, per convincere i comandanti militari sulla inutilità dell’operazione, attaccò i capisaldi tedeschi riprendendo i combattimenti, mentre gli stessi uomini del CLN venivano disarmati da truppe jugoslave e comunisti triestini, e trattati alla stregua di veri e propri nemici;

Appurato che le autorità jugoslave procedettero da subito ad una radicale “epurazione preventiva” della società. Nella Venezia Giulia ciò comportò l’arresto in massa dei membri dell’apparato repressivo nazista e fascista, dei quadri del fascismo giuliano, di elementi collaborazionisti, ma anche di partigiani italiani che non accettavano l’egemonia del movimento di liberazione jugoslavo e di alcuni esponenti del CLN giuliano e del movimento autonomista fiumano, assieme ad alcuni slavi anticomunisti e a molti cittadini privi di particolari trascorsi politici ma di sicuro orientamento filo-italiano.

Verificato che il 3 maggio 1945 fu costituita a Trieste un’amministrazione militare jugoslava, e fu dichiarata l’annessione di Trieste e della Venezia Giulia alla nuova Jugoslavia di Tito ed il 5 maggio fu stroncata nel sangue dalle truppe jugoslave una dimostrazione filo-italiana, in parte spontanea e in parte organizzata da alcuni elementi vicini al CLN. A tale episodio fece seguito un’altra repressione che si accanì in modo particolare contro quegli elementi che pur avendo partecipato all’insurrezione contro i tedeschi, erano ritenuti pericolosi dai poteri popolari, poiché ostili all’annessione alla Jugoslavia.

Dato atto quindi che il 1 maggio del 1945 rappresenta per la città una data che segna una nuova occupazione, dopo quella nazista, che farà precipitare Trieste in 40 giorni di assoluto terrore e sangue e che sfocierà nelle deportazioni e negli omicidi perpetrati nella Foibe, a chi aveva la sola “colpa” di essere Italiano od ancor peggio di non essere filo jugoslavo

Verificato che tale egemonia del terrore si concluderà solamente il 12 giugno 1945 con il ritiro delle truppe occupatrici yugoslave;

Preso atto che il 1 maggio 2015, settantesimo anniversario dell'occupazione jugoslava di Trieste, in piazza Unità, con un gesto chiaramente provocatorio e premeditato sono ricomparse quelle bandiere jugoslave.

IL CONSIGLIO COMUNALE DI TRIESTE

- Esprime profondo sdegno e ferma condanna per quanto accaduto;

- Richiede alle Autorità competenti un pronto intervento per verificare l'eventuale contestazione di reato, identificandone gli autori, e qualora ne sia verificata l'esistenza richiede la massima vigilanza affinché non possano essere più perpetrati in simili occasioni;

fto Giorgi Lorenzo
     Bertoli Everest

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