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"Baratto amministrativo", M5S rivendica paternità: «Forza Italia e Lista Dipiazza votino il nostro testo»

Una proposta di delibera era già stata avanzata dai consiglieri pentastellati Basso e Imbriani il 23 dicembre

Il Movimento 5 Stelle non solo approva la proposta di "baratto amministrativo" avanzata dal centrodestra, ma ne rivendica la "paternità". I consiglieri comunali pentastellati Domenico Basso e Alessandro Imbriani richiamano infatti l'attenzione su una loro proposta di delibera, presentata il 23 dicembre, denominata “Aiuto alle fasce deboli per il pagamento di tributi comunali con la forma del baratto amministrativo”. L'auspicio è che la stessa venga votata e approvata dalla maggioranza.

«Questo genere di scambio - spiegano gli M5S - è l’istituto che permette il pagamento di alcune imposte comunali con l’esecuzione di lavori elencati nell’articolo 24 della legge 164/2014. Un sistema che permette ai soggetti in difficoltà economiche e con problemi di lavoro di alleggerire la propria situazione tributaria. Gli effetti di questo reciproco patto tra cittadino e amministrazione si traducono in un recupero del decoro urbano, in una riqualificazione e manutenzione del territorio, di edifici, di strade e marciapiedi e tutto quant’altro previsto dal regolamento del baratto amministrativo».

In sostanza, i cittadini potranno scegliere di prestare la loro opera all’amministrazione ottenendo, in cambio, non una retribuzione in denaro ma una decurtazione e/o una riduzione o anche un'esenzione dai debiti con l'amministrazione comunale. Tutto ciò è in accordo con la citata legge 164/2014, la quale stabilisce che «I Comuni possono definire i criteri e le condizioni per la realizzazione di interventi su progetti presentati da cittadini singoli e associati, purché individuati in relazione al territorio da riqualificare. Gli interventi possono riguardare la pulizia, la manutenzione, l’abbellimento di aree verdi, piazze o strade ed in genere la valorizzazione di una limitata zona del territorio urbano o extraurbano. In relazione alla tipologia dei predetti interventi i Comuni possono deliberare riduzioni o esenzioni di tributi inerenti al tipo di attività posta in essere. L’esenzione e’ concessa per un periodo limitato, per specifici tributi e per attività individuate dai Comuni, in ragione dell’esercizio sussidiario dell’attività posta in essere».

I consiglieri prospettano quindi un «circolo virtuoso in cui tutti i soggetti coinvolti traggono beneficio: il cittadino con un ritorno indirettamente economico e l’amministrazione con la cura del bene pubblico. Nel rispetto del suddetto regolamento, sarà onere della Giunta comunale individuare l’ammontare degli importi potenzialmente decurtabili a titolo di contribuzione diretta o indiretta per esenzioni o riduzioni tributarie, per circoscrivere l’ambito dell’applicazione, garantendo la semplicità di contabilizzazione nel bilancio comunale».

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