Politica

Baratto amministrativo, M5S: «Centrodestra in preda alla schizofrenia»

«Bocciata la nostra delibera con motivazioni pretestuose e infondate»

Domenico basso
«Centrodestra triestino in preda alla schizofrenia: a gennaio i consiglieri Panteca, Cason (lista Dipiazza) e Bertoli (FI) presentano una mozione per lanciare il baratto amministrativo, ieri si rimangiano quell'impegno e bocciano la delibera presentata dal M5S». Queste le affermazioni dei consiglieri comunali di Trieste del MoVimento 5 Stelle.
«Il baratto amministrativo - spiegano i pentastellati - è l’istituto che permette il pagamento di alcune imposte comunali con l’esecuzione di lavori elencati già nell’articolo 24 della legge 164/2014, e più recentemente ripresi nel nuovo codice degli appalti. È un sistema che permette ai soggetti in difficoltà economiche e con problemi di lavoro di alleggerire la propria situazione tributaria. Gli effetti di questo reciproco patto tra cittadino e amministrazione si traducono in un recupero del decoro urbano, in una riqualificazione e manutenzione del territorio, di edifici, di strade e marciapiedi e tutto quant’altro previsto dal regolamento del baratto amministrativo».
«Ieri sera - continuano i condiglieri - in Consiglio comunale il centrodestra ha bocciato la proposta di delibera presentata dal M5S per istituire anche a Trieste il baratto amministrativo. Motivazione della bocciatura? Era una proposta che proveniva dall'opposizione, quindi da bocciare a prescindere, nonostante il M5S avesse tradotto in modifiche migliorative al testo iniziale tutte le osservazioni emerse durante le quattro commissioni consiliari sul tema».
«Ieri - proseguono - abbiamo sentito consiglieri addurre argomentazioni pretestuose ed infondate, lamentando in modo ridicolo che il regolamento proposto non avrebbe consentito alle fasce abbienti di aderire al baratto, oppure affermando che il testo sarebbe stato contrario al principio di uguaglianza sancito dalla nostra Costituzione perché l'adesione è consentita solo a chi rientra in una bassa fascia Isee, ma è evidente a tutti che questo strumento è rivolto ai cittadini in difficoltà economiche, tra l'altro proprio come richiesto e dichiarato dai consiglieri Panteca, Cason e Bertoli qualche mese fa quando presentavano la loro proposta sul baratto (vedasi servizio di Telequattro: https://www.youtube.com/watch?v=WHfFXJRbNzk&feature=share ).
Nella stessa mozione del centro destra si faceva giustamente riferimento al baratto amministrativo come "aiuto alle fasce deboli».
«Se fosse passata la nostra delibera - spiega il portavoce M5S Domenico Basso -, i cittadini in difficoltà economiche avrebbero potuto prestare la loro opera a favore della collettività ottenendo, in cambio una riduzione della Tari, la tassa sui rifiuti. Sarebbe stato uno strumento in più a favore dei cittadini ma il centrodestra ha preferito tutelare i propri interessi elettorali che quelli dei triestini. Senza considerare che la maggioranza ha buttato via il lavoro fatto (e i conseguenti soldi spesi) nelle sette circoscrizioni e nelle tre commissioni consiliari di approfondimento».
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