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Islam, Zilli (LN): «Dobbiamo riprenderci il controllo del nostro territorio»

Dopo i fatti di Parigi la Lega Nord insorge. La consigliere regionale Barbara Zilli esprime la necessità di intensificare i controlli sui luoghi di aggregazione islamica: «C'è bisogno della massima attenzione, sia nel controllo del territorio sia nel controllo rigoroso degli immigrati. Un ospite non può pensare di vivere come vuole in casa altrui»

«Quanti sono i luoghi di aggregazione in Friuli? I fatti di Parigi ci hanno bruscamente riportato in un incubo. Visto quanto accaduto, più che mai è necessario un giro di vite per capire quanti sono i luoghi di culto islamico in Regione, quali sono e chi li frequenta, ponendo particolare attenzione alle situazioni a rischio. Dobbiamo riprenderci il controllo del nostro territorio». A dirlo Barbara Zilli, consigliere regionale della Lega Nord.

«Ho depositato un'interrogazione per sollecitare anche la Giunta a prendere provvedimenti in merito a una situazione che sta rischiando di sfuggirci di mano: c'è bisogno della massima attenzione, sia nel controllo del territorio sia nel controllo rigoroso degli immigrati all'ingresso in Italia dal confine a Nordest. Visti i numeri in aumento, è assolutamente necessario che dal Viminale arrivino rinforzi per intensificare le azioni su questi due fronti». «Non dimentichiamoci che poco più di un mese fa è stato espulso l'ex Imam di Udine, proprio perché accusato di proselitismo e integralismo islamico. Non sappiamo nemmeno quanti siano i centri islamici, che cosa si faccia al loro interno, quale lingua si parli, chi li frequenta» prosegue Zilli.

«In questo momento drammatico credo che si debba forzare la mano e chiedere alla Regione di farsi parte attiva, effettuando subito un monitoraggio dei centri islamici presenti sul territorio». «Viviamo in uno stato che parla l'italiano, nel quale predomina la cultura cristiana cattolica. Presupposto fondamentale per l'integrazione è prima di tutto il rispetto della nostra cultura - specifica la consigliera - della nostra religione e della nostra storia.
Se questo manca - conclude - non può esserci dialogo con un mondo che è radicalmente opposto al nostro. Un ospite non può pensare di vivere come vuole in casa altrui, le regole vanno rispettate. E se c'è chi non le rispetta, può benissimo rimanere a casa propria».

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