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Bufera sugli "SpaziUrbani in gioco", Brandi: «Genitori coinvolti negli istituti scolastici: 30 mila euro a SpaziAmo»

Danielis (M5s): «L'amministrazione Dipiazza butta al macero un'iniziativa che ha sempre funzionato». Grim-Barbo (Pd): «Un progetto che è stato apprezzato e portato avanti da amministrazioni di colore diverso proprio in virtù della sua bontà e funzionalità»

Il Comune di Trieste non organizzerà più la manifestazione estiva "SpaziUrbani in Gioco" (Spurg), che aveva preso avvio nel 2000: nelle ultime edizioni contava oltre un centinaio di appuntamenti, coinvolgeva una decina di associazioni culturali, tredici comitati genitori per le attività ludico didattiche nelle scuole e nel 2016 anche con le attività didattiche ambientali organizzate da AcegasApsAmga. Si trattava di laboratori e incontri, tutti gratuiti, per bambini e famiglie, che da luglio a settembre animavano gli spazi pubblici della città offrendo un’alternativa ludica ai bambini in fascia 6-10 anni. «Per il 2017 il Comune ha scelto di supportare il programma SpaziAMO con 30 mila euro - ha spiegato l'assessore ai Servizi educativi Angela Brandi -, ossia attività dei comitati genitori nell’ambito degli spazi scolastici, che già facevano comunque già parte del programma di Spurg negli ultimi anni, ma ricevevano solo 5 mila euro».

«Rispondendo ad una mia domanda di attualità - dichiara la portavoce M5s Elena Danielis - l'assessore Angela Brandi ha affermato che Spurg è una manifestazione vecchia che si trascina da anni e che è ora di rinnovarla. In verità non si tratta di alcun rinnovo, l'amministrazione Dipiazza butta al macero un'iniziativa che ha sempre funzionato». «SpaziAmo è un progetto dimezzato, un sensibile depauperamento dell’offerta sociale e culturale di questa città - continua la portavoce pentastellata -, una perdita che ci rattrista, che svuota gli spazi verdi urbani, un taglio ai servizi alla collettività di cui il centrodestra si deve assumere la completa responsabilità».

«Tra le tante cose buone tagliate dalla Giunta Dipiazza ora c’è anche il progetto Spurg: un successo che durava da diciassette anni e che l’assessore Bradi butta al macero. Ci chiediamo se di mezzo non ci sia la questione dei giardini inquinati. A Trieste ci sono spazi verdi aperti: perché non usare quelli?», affermano i consiglieri del Pd di Trieste Giovanni Barbo e Antonella Grim. «Un progetto che è stato apprezzato e portato avanti da amministrazioni di colore diverso proprio in virtù della sua bontà e funzionalità. Lo scorso anno – aggiungono – come Giunta Cosolini avevamo deciso di estendere il progetto: non più solo un’esperienza estiva, ma prolungata nel corso dell’intero anno, coinvolgendo i comitati dei genitori». «Ora l’assessore Brandi lo cancella. Tra le curiose motivazioni ci sarebbe anche il fatto che si tratta di un’idea “vecchia”. Ci chiediamo da quando – osservano Grim e Barbo – un progetto si elimina in quanto longevo. Al contrario, un’esperienza di successo andrebbe valorizzata e ulteriormente innovata».

«Singolare che dopo una domanda di attualità in Consiglio comunale della cui risposta ci si dichiara soddisfatto, adesso invece sconfessi la sua soddisfazione - replica Brandi a Danielis -. Come già spiegato abbiamo deciso di investire in una parte del progetto Spurg privilegiando il rapporto con i genitori e comitati di genitori che si possono prendersi cura delle strutture scolastiche come patrimonio da conservare nell’interesse comune (visto che le scuole hanno bisogno di essere frequentate e così anche i bambini considerino la propria scuola) per tutto l'anno».

«Nella risposta alla domanda della Danielis ho poi spiegato che non c’entra nulla con l’inquinamento perchè abbiamo dismesso l’originario ma dato una nuova veste Spazziamo privilegiando le attività di cura degli spazi esterni e interni educativi - risponde l'assessore ai consiglieri Pd -. Non capisco la polemica. Un'iniziativa bella e originale non è più originale dopo così tanti anni e per questo abbiamo deciso legittimamente (visto il cambio di amministrazione) per un cambio di passo. Abbiamo ricevuto già 10 domande in più rispetto l’anno scorso (33 domande di comitati e associaizoni)».

«Se la consigliera Grim fosse stata presente in Aula forse avrebbe potuto risparmiarsi questa uscita infelice - conclude Brandi -; non l’è bastato fare brutta figura in commissione dove ha presentato una mozione che non ha ricevuto approvazione, ha voluto nuovamente intervenire su cose evidentemente che conosce poco». 

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