Politica

Bullismo sulla linea 10: «Dove sono le telecamere e i vigilanti?»

«Nessuno interviene: non sono figli loro, quindi non si sentono responsabili dei loro insensati gesti»

«C’è una linea percorsa dai bus della Trieste Trasporti conosciuta perché frequentata da persone pericolose che si aggirano nulla facenti per recarsi alla mensa in via dell’Istria. Persone di diverso colore e razza ma sicuramente dotati di cellulari». Lo ha affermato con tono sarcastico la consigliera della V circoscrizione Pd Maria Luisa Paglia
«Ma nella linea 10 c’è anche un’altra realtà parallela,ogni giorno da diverse settimane,quasi due volte al giorno,verso le 7:50 e poi verso le 13-14,un paio di ragazzi frequentanti un istituto professionale dei paraggi,di pelle chiara e linguaggio locale, prendono di mira uno o due loro compagni di scuola. Con atteggiamento da perfetti bulli, denigrano i compagni, per il diverso colore della pelle, per i loro capelli ricci, talvolta glieli tirano ridendo, per il loro italiano stentato, li prendono in giro e li offendono anche nei sentimenti familiari, urlano insistentemente il sospetto che non possiedano il biglietto o non l’abbiano timbrato,aspettando una qualche reazione così da poter dimostrare che elementi pericolosi ci siano sul bus».

«Tutto ciò avviene davanti ad adulti, altre madri, altri padri, gente che si reca a lavoro, dal medico, a fare la spesa, nessuno interviene, nessuno si azzarda a dare del semplice maleducato a chi si comporta in tale modo che farebbe vergognare qualsiasi individuo che si ritenga civile. Non sono figli loro, quindi non si sentono responsabili dei loro insensati gesti».
«Perché scrivo questo? Perché sono un’insegnante e ritengo che l’educazione sia compito di tutti, della famiglia, della scuola, di tutti i cittadini, perché se insegno ai miei alunni che se trovano una carta sul pavimento anche se non è loro la devono raccogliere,perché la scuola è di tutti e tutti siamo responsabili dell’ambiente dove viviamo e così,anche se dovessero trovarla in una strada della città.Cosa potrei dire ad un adulto? I giovani,anche se non sono figli vostri saranno i futuri cittadini,quindi sono figli di tutti e ognuno si deve sentire responsabile di loro».
«Perché sono una consigliera della V circoscrizione e chiedo: dove sono le telecamere sui bus? Servono solo per controllare alcuni comportamenti e non altri? Dove sono i vigilanti che tanto dovevano mantenere l’ordine e la sicurezza? Saranno in grado di gestire quattro bulli adolescenti?».

«Perché sono impegnata in politica. La politica non è solo genericamente amministrare la cosa pubblica, per taluni è solo aspirazione al potere, per me è occuparsi del bene pubblico, anche prendere una carta da terra e metterla nel cestino è un’azione , lato sensu politica e, lo insegno nell’esercizio della mia professione, come insegno che quando in bus entra una persona anziana o una madre con bambini, assolutamente ci si deve alzare e cedere il posto. La politica non riguarda solo chi la esercita in modo attivo nei luoghi riservati ad essa,ma in senso generale appartiene a tutti i soggetti facenti parte di una società, perché l’educazione dei giovani non meno che la pulizia delle strade è fondamentale per crescere una generazione che domani abbia rispetto del diverso,che ognuno vale per quello che è e non per il colore della pelle,per la forma dei capelli o altro ancora, perché altrimenti non illudiamoci, la diversità domani, sarà avere le rughe e il bastone per muoversi e anche questa diversità non sarà accettata dagli adulti che adesso sono i ragazzi che denigrano i loro coetanei».

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