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“La buona scuola” impugnata dalla Puglia. M5S: «FVG invece "schiavo" di Renzi»

Secondo la portavoce del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale Eleonora Frattolin il parere depositato dall'Avvocatura della Regione Puglia non fa che confermare le preoccupazioni avanzate dai pentastellati

«La Puglia, governata dal presidente Emiliano del Pd, ci sta dando una lezione di democrazia. Solo pochi giorni fa la giunta Serracchiani e il Consiglio regionale hanno voluto bocciare la nostra richiesta volta a sollevare, presso l’Avvocatura della Regione, il controllo di legittimità costituzionale sulla legge n. 107, da tutti conosciuta come “La buona scuola”. Bene, proprio oggi la Regione Puglia ha deciso di impugnare questo provvedimento che contiene diversi profili di incostituzionalità e che continua a dividere il Paese. Secondo l’Avvocatura, infatti, esisterebbe, rispetto ad alcune norme del decreto, “una lesione delle attribuzioni della Regione Puglia”».

Secondo la portavoce del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale Eleonora Frattolin il parere depositato dall’Avvocatura della Regione Puglia non fa che confermare le preoccupazioni avanzate dai pentastellati.

«Come abbiano già ricordato in Aula - sottolinea Frattolin - l’incostituzionalità si riferisce ai commi 180 e 181 che delegano al governo la potestà legislativa in nove distinti ambiti dell’istruzione: deleghe vaghe in materie rientranti nella competenza legislativa concorrente. Ulteriori profili di incostituzionalità riguardano poi la limitazione della libertà di insegnamento, la disparità di trattamento tra i docenti immessi in ruolo fino ad oggi e quelli che saranno immessi con la nuova legge, l’accesso alle procedure concorsuali aperto solo agli abilitati e non al personale già assunto a tempo indeterminato nelle scuole statali».

«Una grave violazione del principio di uguaglianza formale e sostanziale dell’art.3 della Costituzione è inoltre la chiamata diretta degli insegnanti da parte dei dirigenti scolastici, all’articolo 1, comma 73, che trasforma di fatto la scuola in un sistema arbitrario e clientelare. Abbiamo poi la questione dell’alternanza scuola-lavoro, all’articolo 1, comma 33, dove si fa esplicito riferimento all’obbligo, e non alla mera possibilità, di svolgere delle esperienze lavorative».

«Ancora - aggiunge la portavoce del M5S - “La buona scuola” lede l’autonomia degli organi collegiali a favore di un organo monocratico, il dirigente scolastico: mentre prima il POF veniva adottato in maniera collegiale dal Consiglio d’Istituto, previa elaborazione del Collegio docenti sulla base degli indirizzi dello stesso Consiglio, ora il dirigente scolastico detta gli indirizzi e ha facoltà di respingere le elaborazioni del Collegio o le approvazioni del Consiglio non conformi ai suoi indirizzi. Il tutto in un palese annullamento della distinzione delle competenze che lede l’autonomia scolastica, nonché i principi di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione. E da ultimo all’art.1 comma 44 il legislatore statale sembra andato oltre la sfera del dettato dei principi generali, addentrandosi in norme di dettaglio, andando molto probabilmente a toccare il riparto di competenze in materia di formazione professionale, materia nella quale le regioni hanno competenza esclusiva».

«Sono tutti pareri sui quali l’Avvocatura del Friuli Venezia Giulia non ha potuto esprimersi. Qui purtroppo – conclude Frattolin - l’autonomia e le competenze della nostra regione sono state sacrificate sull’altare delle riforme del governo centrale».

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